29 Settembre 2026

Francofonte, scoperta discarica abusiva di 6.500 metri quadrati

Francofonte, scoperta discarica abusiva di 6.500 metri quadrati

La Guardia di Finanza sequestra a Francofonte una discarica abusiva di circa 6.500 metri quadrati all’interno di un’azienda edile. Denunciato il responsabile

Una discarica abusiva di circa 6.500 metri quadrati è stata scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza di Siracusain contrada Mastrocciardi, nel territorio di Francofonte.

L’area si trovava all’interno di un’azienda operante nel settore delle costruzioni e, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, sarebbe stata utilizzata per lo stoccaggio incontrollato di rifiuti in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.



La scoperta dall’elicottero

L’indagine è partita da un sorvolo effettuato con un elicottero AW139 del Reparto Aeronavale Sicilia, dotato di sistemi di telerilevamento.

Dall’alto sarebbe stata individuata una vasta area recintata utilizzata come deposito di rifiuti.

Le successive verifiche sono state eseguite dai finanzieri della Tenenza di Lentini.

Materiale edile e scarti di vernici

Durante il controllo sarebbe stata rilevata la presenza di una consistente quantità di materiali di diversa natura, tra cui plastica, ferro, legno, scarti di vernici e relativi contenitori.

Secondo la Guardia di Finanza, il deposito e l’interramento protratti nel tempo avrebbero provocato un innalzamento del terreno di diversi metri rispetto ai fondi confinanti.

Sequestro e denuncia

Per impedire la prosecuzione dell’attività e ulteriori conseguenze ambientali, l’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo.

Il responsabile è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 256, comma 3, del Decreto legislativo 152/2006, relativo alla gestione illecita di rifiuti.

Accertamenti su suolo e falde

Sono ancora in corso verifiche tecniche per quantificare la quantità e la tipologia dei rifiuti depositati e valutare l’eventuale presenza di contaminazioni del sottosuolo e delle falde acquifere.

Gli accertamenti dovranno servire anche a definire le modalità di bonifica del sito.

 

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redazione

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