28 Settembre 2026
Grammichele, discarica di rottami in campagna: sequestrati 1.600 metri quadrati

A Grammichele i Carabinieri sequestrano un’area di 1.600 metri quadrati dove erano accumulati veicoli, rottami, pneumatici e bombole esauste. Due persone denunciate.
GRAMMICHELE – Una vera e propria distesa di rottami nel cuore della campagna. È quanto scoperto dai Carabinieri della Stazione di Grammichele, che hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area di circa 1.600 metri quadrati nella contrada Chianchitello.
L’operazione rientra nelle attività di controllo finalizzate alla tutela dell’ambiente e al contrasto delle forme di gestione e smaltimento illecito dei rifiuti.

Veicoli, pneumatici e materiali ferrosi
I controlli sono partiti dagli accertamenti effettuati dai militari in un terreno nel quale era stata riscontrata la presenza di una grande quantità di materiali abbandonati e accumulati direttamente sul posto.
Durante la ricognizione dell’area e attraverso la documentazione fotografica, i Carabinieri hanno individuato autovetture in parte smontate, parti di carrozzeria e componenti meccaniche, pneumatici, materiali ferrosi, rottami e bombole di gas esauste.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che il terreno era stato interessato in precedenza da un incendio.
I materiali risultavano depositati direttamente sul terreno, senza le necessarie cautele e autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai possibili effetti sull’ambiente, considerando la tipologia dei rifiuti presenti e il potenziale rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Due persone denunciate
Nel corso delle verifiche, i militari hanno individuato le persone che avevano la disponibilità del terreno: si tratta di un 34enne e di un 53enne, entrambi residenti a Grammichele.
I Carabinieri hanno acquisito anche la documentazione relativa alla società riconducibile a uno degli indagati. Gli accertamenti catastali e documentali hanno quindi consentito di ricostruire la titolarità e la disponibilità dell’area e di collegare i materiali presenti al contesto oggetto delle verifiche.
Sulla base degli elementi raccolti, che dovranno essere verificati in sede giudiziaria, nei confronti dei due è stata contestata l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti, prevista dall’articolo 256 del Decreto Legislativo 152/2006.
Scatta il sequestro dell’area
Considerata la quantità dei materiali rinvenuti, l’ampiezza dell’area e il possibile rischio di ulteriori conseguenze sul piano ambientale, i Carabinieri hanno trasmesso gli atti all’Autorità giudiziaria chiedendo il sequestro preventivo del terreno.
Il provvedimento è stato accolto ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltagirone.
L’area è stata quindi sottoposta a sequestro e preservata in vista degli ulteriori accertamenti.
Sono stati inoltre coinvolti i reparti specializzati dell’Arma per gli approfondimenti di carattere ambientale, considerata la particolare natura dei materiali rinvenuti.
Per i due indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.





