26 Settembre 2026
Sac, Garigliano va in Giunta e Belcuore pare scelga il sostituto

di Franz Cannizzo
𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐀𝐂 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐬𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐐𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐑𝐒 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐂𝐝𝐀 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟗. 𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
𝐈𝐋 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎. 𝐈𝐍 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐈𝐍𝐈 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐋𝐈𝐂𝐈
Francesca Garigliano lascia il Consiglio di Amministrazione di SAC per diventare assessore regionale. Il suo posto nel CdA rimane vuoto. Qualcuno deve nominare il sostituto.
Chi lo nomina?
Il Commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore.
Quello stesso Belcuore che opera da quattro anni senza mandato democratico. Quello stesso Belcuore la cui motivazione tecnica ed economica della privatizzazione è una delibera del 25 marzo 2019. Quello stesso Belcuore che ha risposto all’istanza di accesso agli atti di CISAL con documenti di sette anni fa, ignorando completamente la terza richiesta. Quello stesso Belcuore che ha dichiarato al Parlamento di aver agito “in continuità” mentre compiva atti straordinari.
Questo signore, privo di mandato democratico, con una procedura contestata in tutte le sedi giudiziarie disponibili,nominerà il nuovo componente del CdA di SAC nelle settimane in cui le offerte preliminari degli operatori internazionali vengono presentate e il contratto definitivo si avvicina alla firma.
𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀. 𝐋𝐀 𝐒𝐏𝐈𝐄𝐆𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐈𝐂𝐀 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐋𝐈𝐂𝐄
Ogni socio pubblico di SAC esprime uno o più componenti del Consiglio di Amministrazione in proporzione alla propria quota azionaria. La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, con il 60,64% del capitale, è il socio di maggioranza e esprime la maggioranza dei consiglieri.
Garigliano era stata nominata nel novembre 2025 proprio su proposta della Camera di Commercio, cioè su proposta di Belcuore, durante il commissariamento.
Quando un consigliere si dimette o cessa dall’incarico, il socio che lo aveva espresso propone il sostituto. L’Assemblea dei soci di SAC, convocata dal presidente del CdA, delibera la nomina.
In questo caso: Belcuore propone il nome. L’Assemblea, in cui Belcuore controlla il 60,64% dei voti, delibera. La nomina è sostanzialmente in mano sua.
𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐄̀ 𝐔𝐍 𝐏𝐑𝐎𝐁𝐋𝐄𝐌𝐀 𝐆𝐑𝐀𝐕𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐎
Il nuovo consigliere SAC nominato nelle prossime settimane non sarà un nome qualsiasi. Sarà il componente del CdA che parteciperà alle ultime fasi della procedura più importante nella storia recente dell’aeroporto catanese.
Parteciperà alle riunioni in cui si discutono le condizioni finali della cessione. Avrà accesso a tutti i documenti della data room. Voterà o si asterrà, sulle delibere che preparano il contratto definitivo. Quel sostituto rappresenterà la Camera di Commercio e quindi indirettamente il territorio, nel momento decisivo.
E lo sceglierà Belcuore. Da solo. Senza il Consiglio camerale. Senza una procedura trasparente. Senza una call pubblica per candidature. Senza coinvolgimento degli altri soci pubblici.
È la stessa logica che ha governato tutta la procedura di privatizzazione: decisioni straordinarie prese in forma monocratica da un organo commissariale che doveva fare l’ordinaria amministrazione nell’attesa che gli organi democratici venissero ricostituiti.
𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐀𝐃𝐎𝐒𝐒𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐍𝐎𝐌𝐈𝐍𝐀
Garigliano era la voce critica all’interno del CdA. Era la consigliera che aveva chiesto i contratti degli advisor via PEC e si era vista rispondere no. Era la consigliera che il 27 luglio all’ARS aveva smentito a verbale la presidente Quattrone sulla “visione assolutamente completa” fornita ai consiglieri.
Era,in altri termini,l’unica voce interna al CdA che aveva sollevato pubblicamente le stesse criticità che il Patto per la Sicilia orientale denunciava dall’esterno.
Ora quella voce critica lascia il CdA. E il suo sostituto lo sceglie Belcuore,la stessa governance che Garigliano aveva pubblicamente smentito davanti all’ARS.
Il risultato è che il CdA SAC nelle ultime settimane prima della firma del contratto sarà composto da soggetti scelti dalla stessa governance che ha gestito la procedura con le opacità documentate. La voce critica interna è stata eliminata, non per volontà di qualcuno, ma per la meccanica di una nomina politica.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐃𝐎𝐕𝐑𝐄𝐁𝐁𝐄 𝐒𝐔𝐂𝐂𝐄𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐈𝐍𝐕𝐄𝐂𝐄
Il Patto per la Sicilia orientale chiede formalmente tre cose.
𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚. Belcuore, prima di nominare il sostituto di Garigliano, deve convocare l’Assemblea dei soci di SAC con adeguato preavviso pubblico e con ordine del giorno esplicito sulla nomina. Tutti i soci pubblici, Città Metropolitana di Catania, IRSAP, Libero Consorzio di Siracusa, Comune di Catania, Comune di Comiso,hanno il diritto di partecipare e di proporre candidature alternative.
𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚. Il profilo del nuovo consigliere deve essere pubblico prima della nomina, con le competenze richieste, i criteri di selezione, la verifica delle eventuali incompatibilità. Un CdA che gestisce la fase finale di una privatizzazione da 500 milioni richiede competenze specifiche in diritto aeronautico, finanza pubblica e M&A. Non è un incarico da assegnare per appartenenza.
𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚. La nomina del sostituto deve essere segnalata all’ANAC come atto di straordinaria amministrazione compiuto da un commissario che non ha il mandato per compierla, esattamente come era straordinaria la procedura di privatizzazione che lo stesso Commissario sta portando avanti da tre anni.
𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄
La consigliera che aveva chiesto trasparenza e si era vista rispondere no, quella che aveva smentito la presidente davanti al Parlamento regionale, lascia il CdA. E chi sceglie il suo sostituto è il Commissario straordinario nominato per novanta giorni che opera da quattro anni senza mandato democratico.
È la stessa storia che si ripete dall’inizio. Decisioni straordinarie. Scelte monocratiche. Assenza di trasparenza. E un contratto da mezzo miliardo che si avvicina alla firma.
Le clausole si scrivono adesso. I componenti del CdA si nominano adesso. Dopo è troppo tardi.






