26 Settembre 2026
Pesca, Primavera: «Le risorse non utilizzate restino al settore»

Santo Primavera (Mpa) presenta un’interrogazione sui ristori alla pesca siciliana e chiede 18,7 milioni per imprese e marittimi colpiti dal fermo per maltempo
Il caro carburante, i periodi di fermo dovuti al maltempo e il rischio che una parte delle risorse stanziate per la pesca resti inutilizzata.
Sono questi i temi al centro di un’interrogazione presentata dal deputato regionale del Mpa Santo Primavera al presidente della Regione Siciliana e all’assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea.
«La pesca siciliana ha bisogno di risposte immediate – afferma Primavera –. Il caro carburante e i prolungati periodi di fermo dovuti alle condizioni meteomarine avverse mettono in difficoltà le imprese e il reddito degli equipaggi».
Oltre 17 milioni per il caro gasolio
L’interrogazione richiama una dotazione complessiva superiore a 17 milioni di euro destinata a compensare i maggiori costi di produzione legati alla crisi in Medio Oriente.
Nel dettaglio, si tratta di 12,1 milioni di euro di risorse FEAMPA e di 5 milioni a carico del bilancio regionale.
Secondo le stime riportate da Primavera, però, la riduzione del coefficiente utilizzato per il calcolo dei contributi, le demolizioni delle imbarcazioni e le difficoltà di accesso agli aiuti potrebbero portare a una spesa effettiva inferiore ai 10 milioni di euro.
Da qui il rischio che restino inutilizzati circa 7 milioni di euro.
«Le eventuali economie restino alla pesca»
Primavera chiede al Governo regionale di chiarire quale sia l’ammontare effettivamente destinato a essere erogato e, soprattutto, quale sarà la destinazione delle eventuali economie.
«La proposta è mantenere queste risorse a sostegno della pesca – spiega – verificando la possibilità di impiegarle per contribuire a indennizzare anche i danni provocati dal maltempo».
Richiesti 18,7 milioni per imprese e marittimi
Un altro punto dell’interrogazione riguarda il rifinanziamento del Fondo regionale di solidarietà della pesca.
La richiesta è di uno stanziamento complessivo di 18 milioni e 708 mila euro, di cui circa 14,2 milioni per le imprese e 4,5 milioni per i marittimi.
Le risorse servirebbero a sostenere chi ha subito l’interruzione dell’attività nel periodo compreso tra 1° gennaio e 31 marzo 2026.
Il nodo della regolarità contributiva
Primavera solleva anche il problema delle imprese che, a causa della mancanza di liquidità, non riescono a mantenere la regolarità contributiva e rischiano così di essere escluse proprio dagli strumenti pensati per sostenerle.
La proposta è valutare un meccanismo di compensazione tra i contributi concedibili e i debiti maturati nei confronti di Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, con l’erogazione all’impresa dell’eventuale differenza residua.
«Il rischio è che proprio le aziende più in difficoltà non riescano ad accedere agli strumenti pensati per sostenerle», conclude Primavera.
Il deputato chiede quindi «soluzioni praticabili, tempi certi e attenzione al reddito dei lavoratori», collegando il sostegno alla pesca alla tutela dell’occupazione e delle comunità costiere.






