25 Settembre 2026

Scontro istituzionale a Riposto, il comandante della Polizia Locale “biasima” un consigliere 

Scontro istituzionale a Riposto, il comandante della Polizia Locale “biasima” un consigliere 

Scontro istituzionale a Riposto: il comandante della Polizia Locale invia una lettera di “fermo e motivato biasimo” dopo l’intervento del consigliere Salvatore Leotta su una presunta offesa a un cittadino fragile

Un intervento in Consiglio comunale nato dalla segnalazione di un cittadino in condizione di fragilità e, due giorni dopo, una lettera ufficiale di “fermo e motivato biasimo” indirizzata alla presidente del Consiglio comunale, al sindaco e al segretario generale.

Accade a Riposto, dove si è aperto un duro confronto istituzionale tra il consigliere comunale Salvatore Leotta e il comandante della Polizia Locale, Orazio Giovanni Vecchio.



La vicenda prende le mosse dalla seduta consiliare del 3 settembre 2026. Nel suo intervento Leotta riferisce quanto gli sarebbe stato raccontato da un cittadino con disabilità, il quale si sarebbe lamentato di essere stato più volte insultato e offeso da personale della Polizia Locale.

Leotta, nel passaggio pronunciato in Aula, precisa di non voler trasformare la questione in una vera e propria interrogazione, ma chiede che qualcuno si faccia promotore del messaggio presso il Comando affinché episodi del genere, se realmente accaduti, non si ripetano.

Il consigliere usa parole dure sul principio generale: una persona con disabilità, afferma in sostanza, non può essere derisa o trattata con minore rispetto.

La replica del comandante: «Accuse infondate»

Il 5 settembre arriva però la risposta formale del comandante Vecchio.

Nella nota protocollata dal Comune, il comandante qualifica l’intervento di Leotta come avvenuto «nell’ambito di un’interrogazione a risposta immediata» e sostiene che il consigliere abbia pubblicamente attribuito al personale del Corpo l’aver insultato un cittadino, prospettando anche un eventuale interessamento della Prefettura. prot 24093 lettera_di_biasimo_d…

È proprio su questo punto che emerge una prima differenza tra i due racconti: nell’intervento riportato da Leotta, il consigliere afferma espressamente che non si trattava di un’interrogazione, ma di una richiesta affinché qualcuno si facesse portavoce della segnalazione.

La Polizia Locale, sulla base di una relazione di servizio redatta il giorno successivo dagli operatori coinvolti, nega comunque categoricamente che siano state pronunciate offese.

Secondo il Comando, non vi sarebbe stato alcun episodio ingiurioso né a Torre Archirafi né in altri momenti del servizio. La nota sostiene inoltre che il cittadino si sarebbe successivamente presentato negli uffici della Polizia Locale in stato di agitazione e che gli operatori avrebbero gestito la situazione con disponibilità, riconducendo l’accaduto a un possibile errore di percezione o di persona.

La vicenda si sarebbe chiusa con una stretta di mano

Sempre secondo la ricostruzione del Comando, l’episodio si sarebbe concluso in modo pacifico alla presenza della consigliera comunale Claudia D’Aita, con una stretta di mano tra il cittadino e gli operatori.

La stessa consigliera, sostiene la nota, avrebbe ringraziato il personale per la pazienza dimostrata.

Il comandante evidenzia inoltre che Leotta non avrebbe assistito personalmente ai fatti e gli contesta di avere portato in Consiglio le dichiarazioni del cittadino senza una preventiva verifica presso il Comando.

Il passaggio più duro: «Fermo e motivato biasimo»

È però la conclusione della lettera a rendere il caso particolarmente delicato sul piano istituzionale.

Il comandante scrive infatti di esprimere «fermo e motivato biasimo per le modalità e i contenuti dell’intervento consiliare» e invita, per il futuro, a non portare vicende di questo tipo all’attenzione del Consiglio comunale senza un preventivo riscontro presso il Comando o gli organi competenti.

La nota chiede inoltre alla presidente del Consiglio di darne lettura formale oppure di trasmetterla a tutti i consiglieri comunali.

Ed è qui che la vicenda supera il merito dell’episodio originario e apre una questione più ampia: fin dove può spingersi la replica di un dirigente o di un comandante comunale nei confronti di un consigliere che, durante una seduta pubblica, porta all’attenzione dell’Aula la segnalazione di un cittadino?

Il comandante richiama espressamente l’articolo 43 del Testo unico degli enti locali e riconosce le prerogative di controllo politico dei consiglieri, sostenendo tuttavia che tali prerogative debbano essere esercitate verificando preventivamente i fatti.

Un confronto che ora diventa istituzionale

Da una parte, dunque, c’è la segnalazione fatta pubblicamente da un consigliere sulla base del racconto di un cittadino. Dall’altra, la smentita netta della Polizia Locale, fondata sulla relazione degli operatori coinvolti.

Ma resta un terzo livello della vicenda: la scelta del comandante di indirizzare formalmente un “biasimo” a un componente eletto del Consiglio comunale, chiedendo che la nota venga portata a conoscenza dell’intera assemblea.

Il Comune di Riposto individua ufficialmente la Polizia Locale tra i propri uffici e servizi amministrativi. sportellotelematico.comune.riposto.ct.it

Ora la questione potrebbe richiedere un chiarimento non soltanto su ciò che realmente accadde tra il cittadino e gli operatori, ma anche sui rapporti tra funzione amministrativa e prerogative politiche del Consiglio comunale.

C’è di più. Addirittura sembra che si sia passati per vie legali con tanto di querela del Comandante della Polizia Locale di Riposto verso il consigliere Leotta.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.