24 Settembre 2026

Cittadella giudiziaria, Alberghina (Mpa): «Senza 10 milioni rischia di restare inutilizzata»

Cittadella giudiziaria, Alberghina (Mpa): «Senza 10 milioni rischia di restare inutilizzata»

Pina Alberghina (Mpa) interviene sulla nuova cittadella giudiziaria di Catania: «Servono chiarimenti sui servizi mancanti, sulla mobilità e sull’impatto sul waterfront»

La nuova Cittadella giudiziaria di Catania torna al centro del dibattito politico dopo l’intervento dei vertici degli uffici giudiziari sulla necessità di reperire ulteriori risorse per rendere pienamente operativa la struttura.

A intervenire è Pina Alberghina, coordinatrice Mpa Catania, che richiama le parole del presidente della Corte d’Appello Antonino Liberto Porracciolo e del presidente del Tribunale Mariano Sciacca e chiede chiarimenti sul futuro dell’opera. I due magistrati ricoprono attualmente i rispettivi incarichi ai vertici della giustizia catanese.



Secondo Alberghina, senza circa 10 milioni di euro per servizi, impianti e sorveglianza, la cittadella rischierebbe di essere completata dal punto di vista edilizio senza poter entrare pienamente in funzione. La cifra e questa valutazione sono riportate nella nota politica diffusa oggi dall’esponente Mpa.

«Un’opera che rischia di restare inutilizzata»

«L’intervento del presidente della Corte d’Appello di Catania Antonino Liberto Porracciolo e del presidente del Tribunale Mariano Sciacca ha certamente il merito della chiarezza», afferma Alberghina.

La coordinatrice del Mpa sostiene che la mancanza delle risorse necessarie ai servizi essenziali rischierebbe di rinviare l’effettiva utilizzazione dell’edificio.

Sul cronoprogramma, già a inizio 2026 la Corte d’Appello aveva evidenziato che i lavori della nuova cittadella di viale Africa erano ancora in corso e che il precedente termine di ultimazione difficilmente sarebbe stato rispettato, auspicando il completamento entro i primi mesi del 2027.

Le critiche sulla scelta urbanistica

Alberghina concentra poi l’attenzione sulla collocazione della struttura, definendo controversa la scelta di realizzare un edificio di quattro piani in un’area affacciata sul mare e già interessata dalla presenza del porto, della stazione e di altri poli attrattori.

Si tratta di una valutazione politica della coordinatrice Mpa, che teme ripercussioni sulla mobilità, sulla vivibilità della zona e sul waterfront cittadino.

Secondo Alberghina, l’arrivo quotidiano di magistrati, personale amministrativo, avvocati, utenti e forze dell’ordine potrebbe aumentare ulteriormente i flussi in un’area già molto trafficata.

La richiesta di chiarimenti

La coordinatrice Mpa chiede quindi approfondimenti su tre aspetti: il progetto originario e l’evoluzione dei lavori, il piano della mobilità collegato alla nuova sede giudiziaria e le valutazioni sull’impatto urbanistico e paesaggistico dell’intervento.

«Auspichiamo, ovviamente, che non si tratti di un’altra opera incompiuta», conclude Alberghina, chiedendo che vengano chiariti i passaggi che porteranno all’effettiva apertura e piena operatività della cittadella.

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redazione

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