22 Settembre 2026
San Cristoforo, tre poliziotti aggrediti durante un servizio antidroga

Tre agenti della Squadra Mobile di Catania sono rimasti feriti durante un servizio antidroga a San Cristoforo. Tre persone sono state arrestate e condotte in carcere
Tre poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Catania sono rimasti feriti durante un servizio antidroga eseguito in una piazza di spaccio del quartiere San Cristoforo.
Secondo quanto riferito, gli agenti sarebbero stati aggrediti con caschi, spranghe e sedie mentre erano impegnati nell’operazione.
Uno dei poliziotti ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma facciale, mentre gli altri due hanno subito contusioni e traumi vari. Per questi ultimi la prognosi indicata è di 15 giorni ciascuno.
Intervento di altre pattuglie
Vista la violenza dell’aggressione, sul posto sono intervenute altre pattuglie della Polizia di Stato in supporto ai colleghi.
Il bilancio finale dell’operazione è di tre persone arrestate, successivamente condotte in carcere.
Ulteriori dettagli sulla dinamica e sulle contestazioni mosse agli arrestati potranno emergere dagli atti dell’indagine e dai successivi passaggi davanti all’Autorità giudiziaria.
SAP: «Fatto estremamente grave»
Sull’episodio è intervenuto il segretario provinciale del SAP Catania, Leonardo Macaluso.
«Quanto accaduto è estremamente grave – afferma –. Aggredire con tale violenza degli operatori impegnati in un servizio di contrasto allo spaccio significa colpire direttamente chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza della città».
Macaluso torna inoltre a chiedere un rafforzamento degli organici della provincia di Catania.
«Da anni chiediamo un adeguato potenziamento del personale. Nonostante le difficoltà e la carenza di organico, i poliziotti catanesi continuano a garantire servizi e interventi indispensabili per la sicurezza della collettività».
«Serve una risposta ferma»
Il sindacato sottolinea infine la necessità di una risposta istituzionale forte.
«Chi aggredisce un poliziotto mentre sta svolgendo il proprio servizio deve essere chiamato a rispondere pienamente delle proprie responsabilità», conclude Macaluso, auspicando che l’azione della magistratura proceda rapidamente.





