22 Settembre 2026
Aggressione agenti San Cristoforo, Cisl: «Serve coesione sociale»

La Cisl Catania esprime solidarietà ai tre poliziotti aggrediti a San Cristoforo e chiede più sicurezza, servizi, lavoro e scuola nei quartieri
La Cisl di Catania esprime solidarietà ai tre poliziotti della Squadra Mobile aggrediti durante il servizio antidroga eseguito ieri nel quartiere San Cristoforo.
Il sindacato rivolge agli agenti feriti l’augurio di una pronta guarigione e ringrazia anche le pattuglie intervenute in loro soccorso.
Secondo il segretario generale della Cisl catanese, Maurizio Attanasio, quanto accaduto rappresenta un episodio di particolare gravità.
«Colpire chi rappresenta lo Stato significa colpire la comunità»
«Quanto accaduto ieri a San Cristoforo è un fatto di assoluta gravità – afferma Attanasio –. Colpire chi rappresenta lo Stato e opera quotidianamente per garantire sicurezza e legalità significa colpire l’intera comunità».
Il segretario della Cisl collega l’episodio a un problema più ampio di rispetto delle regole e degrado sociale, sottolineando come simili fatti non debbano essere normalizzati.
Attanasio richiama anche la posizione espressa dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ribadendo che il rispetto delle istituzioni e della legalità riguarda l’intera comunità e non soltanto le forze dell’ordine.
«Nei quartieri non bastano gli interventi emergenziali»
La Cisl allarga poi il ragionamento alla condizione dei quartieri più fragili.
«San Cristoforo, come altri quartieri della nostra città, non ha bisogno soltanto di interventi emergenziali – prosegue Attanasio –. Servono presenza dello Stato, presidio del territorio, prevenzione, servizi, lavoro, scuola e opportunità per i giovani».
Per il sindacato, quindi, il contrasto alla criminalità deve procedere insieme a politiche capaci di intervenire sulla marginalità e sul disagio sociale.
La richiesta della Cisl
La Cisl chiede un rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle zone maggiormente esposte, ma anche interventi strutturali sul piano sociale.
«La sicurezza è certamente repressione della criminalità – conclude Attanasio – ma è anche costruzione di alternative alla marginalità e al disagio. La legalità deve diventare una vera politica di sviluppo e coesione sociale».






