22 Settembre 2026

A18 e A20, ultimatum del MIT: interventi entro il 3 ottobre

A18 e A20, ultimatum del MIT: interventi entro il 3 ottobre

Autostrade A18 e A20, il MIT chiede interventi urgenti di mitigazione del rischio entro il 3 ottobre 2026. La CISAL Catania interviene sulle criticità.

A18 e A20 sotto osservazione: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto al Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) l’avvio degli interventi urgenti di mitigazione del rischio entro il prossimo 3 ottobre. In assenza degli interventi indicati, il provvedimento ministeriale prospetta l’interdizione al traffico delle tratte interessate.

La situazione riaccende il dibattito sulle condizioni della rete autostradale siciliana, in particolare sulla A18 Messina-Catania, infrastruttura utilizzata quotidianamente da pendolari, lavoratori, mezzi pubblici e cittadini diretti verso le strutture sanitarie.



Tra le criticità segnalate negli ultimi anni vengono citati cantieri, rallentamenti, code ai caselli e problematiche legate alla viabilità e ai sistemi di pagamento, con particolare attenzione alla tratta Catania-Fiumefreddo.

Sul caso interviene Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale CISAL Catania, che torna a chiedere risposte sulla gestione delle autostrade siciliane.

«A più riprese lo avevamo detto e denunciato: le criticità strutturali in cui versa l’Autostrada A18, soprattutto nella tratta Catania-Fiumefreddo e viceversa, rappresentano un problema per una infrastruttura di vitale importanza per la comunità pedemontana».

Lo Schiavo ricorda inoltre i disagi quotidiani affrontati dagli utenti e rilancia la domanda: «Si doveva arrivare a tutto questo?»

Nel frattempo, sul fronte delle risorse, la Regione ha annunciato il reperimento di 32,5 milioni di euro, cui si aggiungono altri 2 milioni destinati a interventi di somma urgenza. L’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha dichiarato che le autostrade non saranno chiuse.

La scadenza del 3 ottobre resta quindi il passaggio indicato dal MIT per l’avvio delle opere di mitigazione del rischio, mentre sullo sfondo rimane un piano di adeguamento complessivo della rete stimato in circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni.

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redazione

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