18 Settembre 2026
Incendi e clima, Schifani: “Fondo di rotazione per i Comuni”

A Taormina il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani interviene su incendi, siccità, dissesto ed erosione costiera: proposta di un fondo di rotazione per i Comuni.
TAORMINA – Incendi, siccità, alluvioni, frane ed erosione delle coste devono essere affrontati come parti di un’unica sfida legata ai cambiamenti climatici. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenuto al Palacongressi di Taormina al convegno “La Sicilia brucia e la politica deve agire!”, dedicato alla difesa dell’ambiente e del territorio.
Schifani ha ribadito la necessità di un approccio integrato alla prevenzione, sottolineando il ruolo dei Comuni e dei sindaci.
«La Regione è in prima linea su tutti questi fronti, siamo consapevoli che occorre un approccio integrato, dobbiamo fare sistema con le istituzioni del territorio», ha detto il presidente, definendo condivisibile la proposta avanzata dal sindaco di Taormina di istituire un fondo di rotazione che permetta agli enti locali di disporre delle risorse necessarie per realizzare interventi di prevenzione.
«Dobbiamo lavorare con responsabilità su questi temi – ha aggiunto Schifani – e confido che l’Assemblea regionale operi per destinare le risorse necessarie a queste iniziative, evitando parcellizzazioni».
Incendi, nuovi mezzi e tecnologie
Sul fronte degli incendi, la Regione ha illustrato le misure messe in campo per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto. Tra queste figurano la Sala operativa unificata regionale, la Control Room e un progetto da 25 milioni di euro del Pon Legalità, realizzato attraverso un accordo con il Ministero dell’Interno e Leonardo.
Il sistema integrerà cartografia, dati satellitari, sensori e piattaforme utilizzate dalla Protezione civile e dal Corpo forestale, con l’obiettivo di individuare gli hotspot, elaborare mappe del rischio e simulare la propagazione delle fiamme in relazione alle condizioni meteorologiche.
Entro la fine dell’anno, secondo quanto comunicato dalla Regione, l’infrastruttura sarà completata con 12 torrette digitali e circa 8 mila sensori distribuiti sul territorio regionale.
Previsto anche il potenziamento degli organici del Corpo forestale. I primi 46 nuovi agenti sono già in servizio, mentre altri 266 sono previsti entro l’inizio della prossima campagna antincendio e ulteriori 130 tra la fine del 2027 e il 2028.
Sul fronte dei mezzi, il Corpo è stato dotato di 384 nuovi veicoli, per un investimento superiore ai 67 milioni di euro. Con il programma “Sicilia Pulita” sono stati inoltre stanziati 4 milioni di euro per interventi di bonifica e pulizia straordinaria delle strade extraurbane da parte di Comuni, Liberi consorzi e Città metropolitane.
Siccità e risorse idriche
La strategia regionale comprende anche interventi strutturali per affrontare le crisi idriche. Sono stati realizzati e messi in funzione i dissalatori di Trapani, Porto Empedocle e Gela, mentre interventi su pozzi, reti, traverse e sistemi di adduzione hanno incrementato, secondo i dati forniti dalla Regione, la disponibilità di acqua di oltre 2.300 litri al secondo.
Nel 2025 sono stati inoltre stanziati circa 7,2 milioni di euro per la manutenzione delle dighe, una cifra indicata dalla Regione come superiore al triplo della media degli anni precedenti.
Difesa delle coste
Altro fronte indicato dalla Regione è quello dell’erosione costiera. È in corso l’aggiornamento del Piano delle coste, anche alla luce dell’intensificarsi dei fenomeni meteomarini.
Tra gli interventi previsti figurano le barriere soffolte e il ripascimento delle spiagge, dove le caratteristiche tecniche lo consentono. A Messina è stato avviato un intervento da 10,8 milioni di euro, mentre è partita la progettazione di opere antierosione lungo 84 chilometri di costa e in 14 Comuni del versante tirrenico.
Schifani ha annunciato inoltre l’intenzione di affrontare il tema con i ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, con l’obiettivo indicato dalla Regione di costruire un piano per la protezione delle aree costiere siciliane maggiormente antropizzate.
«Non possiamo eliminare il rischio, ma possiamo conoscerlo meglio, ridurlo e prepararci prima», ha concluso il presidente, richiamando la necessità di intervenire contemporaneamente su incendi, siccità, dissesto idrogeologico, alluvioni e protezione delle coste.






