18 Settembre 2026

IA e lavoro, la Cgil Catania avvia un’indagine tra i lavoratori

IA e lavoro, la Cgil Catania avvia un’indagine tra i lavoratori

Intelligenza artificiale, automazione e nuove tecnologie: la Cgil Catania lancia un’indagine per analizzare gli effetti su mansioni, competenze, sicurezza e organizzazione del lavoro.

CATANIA – Quanto stanno già cambiando il lavoro l’intelligenza artificiale, l’automazione e le nuove tecnologie? Per rispondere a questa domanda partendo direttamente dalle esperienze di chi lavora, la Cgil Catania ha avviato un’indagine territoriale che nelle prossime settimane coinvolgerà diversi settori produttivi.

La rilevazione prevede la distribuzione di questionari anonimi nei luoghi di lavoro, con la possibilità di partecipare anche online. L’obiettivo è fotografare non solo quanto siano diffusi strumenti di intelligenza artificiale, robotica, algoritmi e tecnologie digitali, ma soprattutto quali effetti concreti stiano producendo nella quotidianità professionale.



Il questionario prende in esame diversi aspetti: organizzazione e carichi di lavoro, autonomia professionale, formazione, sicurezza e sistemi di controllo digitale. Tra i temi affrontati anche i nuovi rischi legati alla trasformazione tecnologica.

L’indagine punta inoltre a raccogliere informazioni sull’eventuale aumento dello stress lavorativo, sulla necessità di acquisire nuove competenze, sugli effetti sulla salute e sulla sicurezza e sul livello di trasparenza degli algoritmi utilizzati dalle aziende.

Una parte della rilevazione riguarda anche il timore che alcune attività o mansioni possano essere progressivamente sostituite dall’automazione.

«Con questa indagine vogliamo provare a capire cosa sta realmente accadendo dentro i luoghi di lavoro, andando oltre le discussioni generali sull’intelligenza artificiale e partendo invece dall’esperienza concreta delle persone», spiega Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil di Catania.

Secondo De Caudo, l’iniziativa può offrire elementi utili per comprendere i cambiamenti in corso e individuare nuovi strumenti di intervento sindacale e contrattuale.

«Se tecnologia e automazione modificano tempi, mansioni, competenze, produttività e organizzazione del lavoro – aggiunge – il sindacato deve essere nelle condizioni di comprenderne fino in fondo gli effetti e di intervenire prima che questi processi vengano semplicemente subiti».

Tra gli aspetti analizzati ci sarà anche il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte tecnologiche delle aziende: la Cgil vuole verificare quanto il personale venga coinvolto nell’introduzione dei nuovi strumenti, quali percorsi di formazione siano previsti e quali garanzie accompagnino i processi di automazione.

Sul fronte occupazionale, l’indagine affronta anche il tema della redistribuzione degli eventuali incrementi di produttività derivanti dall’introduzione delle nuove tecnologie. Questioni che, secondo il sindacato, dovranno avere un ruolo sempre più importante nella contrattazione.

La raccolta dei questionari proseguirà nelle prossime settimane. I dati verranno successivamente elaborati e i risultati dell’indagine saranno presentati a novembre.

redazione

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