15 Settembre 2026
Corsa clandestina di cavalli con kalashnikov

Per la corsa clandestina di cavalli dell’8 maggio a Palagonia, la Polizia ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un giovane accusato di porto abusivo di arma da guerra
Un giovane è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere nell’ambito delle indagini sulla corsa clandestina di cavalli avvenuta l’8 maggio 2026 a Palagonia, durante la quale sarebbero stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco.
Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale, riguarda un soggetto ritenuto gravemente indiziato del reato di porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante di avere commesso il fatto, secondo l’ipotesi accusatoria, al fine di agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.
La corsa clandestina e gli spari
I fatti risalgono alle prime ore dell’alba dell’8 maggio.
Secondo la ricostruzione della Procura, a Palagonia si sarebbe svolta una competizione clandestina tra cavalli, scortata da diversi soggetti travisati e armati che, a bordo di motocicli, avrebbero accompagnato la corsa urlando, suonando i clacson ed esplodendo colpi d’arma da fuoco.
Le immagini girate da alcuni spettatori erano poi finite sui social ed erano diventate virali.
L’analisi dei video
La Squadra Mobile di Catania, delegata alle indagini, ha analizzato i filmati e avrebbe individuato nell’indagato il soggetto che, durante la corsa, avrebbe brandito un kalashnikov.
Secondo quanto riferito dalla Procura, il giovane farebbe parte di un gruppo operante nella zona di San Giovanni Galermo, indicato come vicino al clan Cappello-Bonaccorsi.
Nel corso di una perquisizione, gli agenti avrebbero inoltre trovato diversi indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati durante la corsa, oltre allo scooter che sarebbe stato utilizzato nella stessa occasione.
Altri indagati come fantini
Nell’ordinanza figurano anche altri soggetti che, pur non essendo destinatari di misure cautelari, sono accusati di partecipazione a competizioni clandestine tra animali in qualità di fantini.
Questi ultimi erano già stati individuati e denunciati dalla Squadra a Cavallo della Questura di Catania nei giorni successivi alla gara, durante un controllo nei luoghi in cui erano custoditi gli equidi poi sottoposti a sequestro.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio responsabilità e ruoli dei soggetti coinvolti.






