12 Settembre 2026
Multato in bici nel 1924: il “pirata” Zappulla di Calatabiano

CALATABIANO. Immaginate la scena: oggi uscite di casa, schivate miracolosamente un Suv in doppia fila, saltate un monopattino elettrico lanciato a fionda sul marciapiede, ignorate un paio di
semafori rossi “creativi” e arrivate in ufficio sani e salvi (si fa per dire). Nel caos primordiale delle nostre strade odierne, tra clacson selvaggi e bollettini di guerra giornalieri fatti di incidenti, feriti e purtroppo troppi morti, il traffico moderno sembra una giungla senza regole.
Eppure, c’è stato un tempo in cui la legge stradale era talmente severa da far tremare le ginocchia anche al più pacifico dei ciclisti. Benvenuti nel 31 maggio 1924.
Quel giorno, alle ore 8:30 precise, il signor Filippo Zappulla stava pedalando nella centralissima piazza Vittorio Emanuele a Calatabiano. Non sappiamo se avesse fretta o se stesse semplicemente testando i riflessi dei suoi concittadini, ma la Polizia municipale dell’epoca non ebbe dubbi: il verbale parla chiaro, Filippo fu beccato mentre “circolava di corsa su di una bicicletta con evidente pericolo dei cittadini”. Un vero e proprio pirata delle due ruote.
Ma il vero capolavoro di questa storia è la celerità della giustizia d’altri tempi. Niente notifiche digitali, nessuna app per pagare a rate entro 60 giorni. La contravvenzione conteneva un ultimatum da far impallidire i moderni esattori: se il contravventore non avesse pagato la multa entro le ore 10:00 antimeridiane dell’indomani (1 giugno, esattamente un giorno dopo l’infrazione!), la pratica sarebbe volata dritta alla Regia Pretura per vie giudiziarie. Altro che burocrazia lumaca.
A ritrovare un vero tesoro di ricordi in soffitta, tra cui questo gioiello burocratico è stato il nipote del “pirata“, il giornalista Salvatore Zappulla, che spinto da una sana e positiva curiosità ha iniziato a spulciare tra i documenti e i vecchi scatoloni di famiglia. E la ricerca ha dato frutti straordinari. Oltre alla mitica ricevuta della multa, Zappulla ha riportato alla luce una vera e propria miniera di cimeli d’epoca: vecchie cartoline animate che raccontano un’Italia in bianco e nero e persino degli elmetti storici, testimoni di epoche ben più drammatiche.
«È stato incredibile – racconta con gli occhi lucidi e un sorriso divertito Salvatore Zappulla –. Sapevo che la mia famiglia custodisse dei ricordi, ma ritrovare quel verbale insieme a elmetti e cartoline d’epoca è stato come aprire una macchina del tempo. La cosa che mi fa impazzire di gioia è pensare a mio nonno Filippo: oggi lo ricorderemmo come un tranquillo signore d’altri tempi, e invece le carte storiche mi dicono che era un “pericolo pubblico” su due ruote! È meraviglioso poter ridare vita a queste storie e condividerle con la nostra comunità.»
La chicca finale? Salvatore non si è limitato a incorniciare le carte. Ha recuperato la bicicletta originale del nonno, l’ha restaurata, l’ha messa in perfetta funzione e – insieme ai paesani – ha messo in scena una rievocazione pubblica proprio in quella piazza Vittorio Emanuele che, a distanza di oltre un secolo, conserva ancora lo stesso identico nome.
Il confronto con l’oggi non può non essere amaro). Fa sorridere pensare che cent’anni fa il pericolo pubblico numero uno fosse un uomo a bordo di una bicicletta spinta a forza di polpacci. Oggi che le nostre città sono ostaggio di distrazioni da smartphone, velocità folli e una cronica mancanza di sicurezza che costa vite ogni giorno, la multa di nonno Filippo suona quasi poetica. Se i vigili del 1924 vedessero il traffico di oggi, probabilmente dichiarerebbero lo stato d’assedio entro le 10:00 antimeridiane.
Mario Pafumi
Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.



