11 Settembre 2026
Il tempo sospeso della parità: la pedagogia civile di Luisa Galano

Esiste una dimensione agrodolce del ricordo che non si limita alla sterile contemplazione del passato, ma si fa strumento di indagine, grimaldello analitico per scardinare le contraddizioni del contemporaneo. È questa la sensazione che permane, vivida, al termine della lettura dell’ultima fatica letteraria di Luisa Galano, un volume denso di 170 pagine pubblicato da PAV edizioni nella raffinata collana Storie di vita (agosto 2024). Con una scrittura limpida ma percorsa da una profonda tensione etica, l’autrice tesse un saggio-racconto capace di dialogare tanto con le nuove generazioni (l’età di lettura consigliata parte dai 14 anni) quanto con chi ha vissuto in prima persona le stagioni più calde delle rivendicazioni civili.
Il testo risente fortemente, nel senso più nobile del termine, della straordinaria esperienza professionale, didattica e umana dell’autrice. Chi conosce il percorso di Luisa Galano sa che la sua non è una voce che parla dalle cattedre asettiche dell’accademia, ma è una parola che nasce sul campo: tra i banchi di scuola della pubblica istruzione, negli sportelli di ascolto psicologico dedicati agli adolescenti e nel contatto quotidiano con le fragilità umane. Questa profonda esperia – quel patrimonio di vissuti sofferti, ascoltati e rielaborati – si traduce in una postura narrativa unica. Galano non teorizza il femminismo; lo osserva attraverso le cicatrici e le speranze delle donne che ha incontrato nella sua attività terapeutica e formativa. La sua scrittura diventa così un prolungamento della sua azione pedagogica: un invito a “tenere viva l’emozione della libertà” rivolto a giovani lettori che rischiano di dare per scontati diritti che sono costati decenni di battaglie.
Sul piano puramente letterario, l’operazione di Galano si inserisce perfettamente nel solco della grande letteratura di saggistica e autofiction contemporanea. Impossibile non scorgervi un’eco della prosa di Annie Ernaux Ezio Marinoni, Trucioli: come il Premio Nobel francese ne Gli anni, anche Galano utilizza la memoria personale e la “nostalgia della giovinezza” non come un rifugio consolatorio, ma come una lente d’ingrandimento storica. La giovinezza diventa la “linfa vitale” per rileggere il presente, misurando lo scarto tra le promesse del passato e la realtà odierna.
Allo stesso modo, la riflessione sulla condizione di perenne subalternità e attesa delle donne – quel rimanere “sempre in attesa di tempi migliori per raggiungere la vera parità” – dialoga apertamente con la lucidità civile di Dacia Maraini e le teorizzazioni sul pensiero della differenza di Luisa Muraro, Galano solleva una questione cruciale che interroga la nostra società: l’emancipazione storica (l’accesso al lavoro, al voto, alle cariche pubbliche) ha davvero coinciso con una reale liberazione e parità emotiva, psicologica e culturale?
Il volume si sviluppa come un viaggio circolare. Ripercorrere le tappe dell’emancipazione femminile non serve a celebrare un traguardo, ma a denunciare l’incompiutezza di un percorso. La cura editoriale ed estetica (dall’editing pulito di Silvia Zoncheddu alla suggestiva immagine di copertina firmata da Silvia Amelia Galano e curata da Marco De Rosa) restituisce visivamente l’armonia di un progetto che è, prima di tutto, un atto d’amore collettivo.
In un’epoca caratterizzata da un dibattito spesso polarizzato e sterile, Luisa Galano ci regala un’opera di straordinario equilibrio e profondità psicologica; Luisa Galano, ci ricorda che la lotta per la parità non si esaurisce nelle leggi, ma si alimenta quotidianamente nelle aule di scuola, nelle dinamiche familiari e, soprattutto, nella coscienza delle nuove generazioni. Un libro necessario, che trasforma la memoria in militanza e la nostalgia in futuro.
Mario Pafumi
Luisa Galano, avvocata e docente di scienze giuridiche ed economiche, si è sempre occupata di tematiche inerenti l’ inclusione e in particolare il cyberbullismo, la parità di genere, il disagio e la coesione sociale.
Ha insegnato presso l’ ITI Archimede di Catania ed è stata componente del comitato valutazione docenti e componente commissione giuridica del concorso di personale docente relativa all’ insegnamento di scienze giuridiche ed economiche.
Ha partecipato, in qualità di referente, direttrice e coordinatrice a molti concorsi nazionali indetti dal MIUR ed è stata vincitrice, in qualità di referente, del concorso nazionale “ Whistleblower: un esempio di cittadinanza attiva e responsabile”, con il lavoro dal titolo “Il Manifesto Anticorruzione”.
E’ esperta formatrice provinciale area giuridica referenti cyberbullismo e attualmente svolge un’ azione di formazione degli insegnanti di scuola secondaria sul bullismo, cyberbullismo e sullo sviluppo della consapevolezza dei media digitali.
Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.



