01 Settembre 2026

SAC, scontro sui documenti della privatizzazione

SAC, scontro sui documenti della privatizzazione

Il Patto per la Sicilia orientale segnala versioni divergenti sui documenti della privatizzazione SAC e annuncia la valutazione di iniziative legali

di Franz Cannizzo

𝐈𝐥 𝟏𝟕 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐒𝐀𝐂 𝐐𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚. 𝐈𝐥 𝟐𝟕 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐆𝐚𝐫𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐑𝐒 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐏𝐄𝐂 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐭𝐞. 𝐈𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢. 𝐄 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢.



𝐈𝐋 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎
Il 17 giugno 2026 la presidente del Consiglio di Amministrazione della SAC S.p.A. Anna Maria Rita Quattrone è stata audita, in videoconferenza, dalla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, insieme al commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore.
Il senatore Antonio Nicita ha posto una domanda precisa: tutti i componenti del CdA hanno ricevuto gli atti necessari per valutare consapevolmente la procedura di privatizzazione?
La risposta di Quattrone, riportata integralmente nel resoconto stenografico ufficiale della Camera dei Deputati, è questa:
“Ho l’onore di rappresentare il CdA e faccio molta attenzione a renderne edotti i suoi membri su tutti i passaggi che correttamente vengono posti, e quando dei consiglieri mi hanno chiesto nuova documentazione oltre a quella in loro possesso dal loro insediamento… mi sono fatta parte diligente nell’inviare la documentazione richiesta antecedente, in modo tale da poter fornire una visione assolutamente completa di tutte le procedure.”
La dichiarazione non contiene cautele. Non distingue tra atti inviati e atti negati. Afferma in maniera perentoria che tutti i componenti del CdA hanno ricevuto documentazione completa.

𝐋𝐀 𝐒𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐓𝐀 — 𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐁𝐀𝐋𝐄, 𝐃𝐀𝐕𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐑𝐒
Il 27 luglio 2026, quaranta giorni dopo l’audizione parlamentare, si svolge presso la sede dell’aeroporto di Catania la seduta numero 222 della IV Commissione legislativa permanente Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana, convocata proprio sulla procedura di privatizzazione SAC.
In quella sede viene ascoltata l’avvocato Francesca Garigliano, componente del Consiglio di Amministrazione SAC nominata nel novembre 2025.
Il resoconto ufficiale dell’audizione ARS registra testualmente la seguente dichiarazione della consigliera:
“Riferisce di aver richiesto, anche a mezzo PEC, l’accesso a determinati atti, in particolare i contratti degli advisor e i documenti dagli stessi prodotti, ritenuti necessari per esercitare consapevolmente il diritto di voto e per comprendere la tipologia di privatizzazione, ricevendo però risposta negativa, in quanto non le sarebbero spettati atti su decisioni alla cui votazione non aveva partecipato.”
Garigliano non si limita a dire di non aver ricevuto i documenti. Dice di averli richiesti formalmente via PEC. E di aver ricevuto un diniego esplicito.

𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐃𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄̀ 𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐀𝐋𝐄
La questione è di una semplicità quasi imbarazzante.
Quattrone afferma, davanti al Parlamento della Repubblica, nel resoconto stenografico ufficiale, di aver fornito ai componenti del CdA una “visione assolutamente completa di tutte le procedure.”
Garigliano dichiara, davanti alla Commissione ARS, nel verbale ufficiale della seduta, di aver inviato PEC per ottenere documenti essenziali e di aver ricevuto un diniego formale.
O gli atti sono stati consegnati, come sostiene Quattrone, oppure sono stati negati, come dichiara Garigliano.
Le due cose insieme non possono essere vere.
Non siamo davanti a sfumature interpretative. Non è una disputa sulla quantità di carta trasmessa. È una contraddizione frontale su un fatto verificabile attraverso PEC, protocolli, allegati e risposte ufficiali, tutti documenti che esistono e che SAC deve esibire.

𝐈𝐋 𝐍𝐎𝐃𝐎 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐀𝐋𝐄 — 𝐆𝐋𝐈 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐈 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐇𝐀 𝐕𝐈𝐒𝐓𝐎
I documenti negati alla consigliera Garigliano non erano generici. Erano gli studi degli advisor, i documenti dai quali ricavare che la cessione della maggioranza fosse “l’unica strada percorribile” per il futuro della società.
Questa è la giustificazione ufficiale dell’intera operazione: SAC ha bisogno di capitali privati che i soci pubblici non possono fornire autonomamente. La cessione della maggioranza è necessaria, inevitabile, obbligata.
Ma se questa necessità è documentata negli studi degli advisor, come afferma la governance, perché quegli studi sono stati negati a una componente del CdA chiamata a votarli? Perché non sono stati resi pubblici? Perché non sono stati allegati alla delibera che ha avviato la procedura?
Il Patto per la Sicilia orientale pone questa domanda dall’articolo 3 del Protocollo d’Intesa firmato il 23 luglio 2026. Non ha ancora ricevuto risposta. Ora risulta che nemmeno la consigliera Garigliano, che quella risposta aveva il diritto di ottenere nell’esercizio del suo mandato, l’ha ricevuta.
Se persino un membro del CdA non può esaminare i documenti che dovrebbero dimostrare la necessità dell’operazione, la motivazione fondamentale della vendita del controllo di una società pubblica strategica da mezzo miliardo rimane una professione di fede, recitata dalla stessa governance interessata a realizzarla.

𝐋𝐄 𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐁𝐄𝐋𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 — 𝐔𝐍 𝐒𝐄𝐂𝐎𝐍𝐃𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐈𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐎𝐂𝐂𝐔𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Il commissario straordinario Belcuore, nella stessa audizione del 17 giugno, ha dichiarato al Parlamento di aver agito “in continuità” con la precedente legittima gestione della Camera di Commercio.
I fatti documentati raccontano altro. Belcuore ha nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione SAC, nonostante l’intimazione pubblica del presidente della Regione Schifani a non farlo. Ha confermato l’amministratore delegato Nico Torrisi per il decimo anno consecutivo, aumentandone il compenso del 40%. Ha restituito al medesimo AD tutte le deleghe gestionali che questi aveva in precedenza, cioè il controllo assoluto della gestione della SAC.
Atti straordinari. Presentati come ordinaria amministrazione. Dichiarati al Parlamento come continuità.

𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀 𝐎𝐑𝐈𝐄𝐍𝐓𝐀𝐋𝐄

𝐅𝐫𝐚𝐧𝐳 𝐂𝐚𝐧𝐧𝐢𝐳𝐳𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞:
“Due verbali ufficiali. Due organi parlamentari. Due versioni incompatibili di un fatto verificabile. Questo non è un problema di comunicazione, è un problema di veridicità delle dichiarazioni rese davanti al Parlamento della Repubblica. Le parole pronunciate davanti al Parlamento non sono coriandoli: restano registrate, trascritte e messe a verbale. E producono conseguenze giuridiche che non si risolvono con comunicati stampa.”
“Il Patto per la Sicilia orientale ha trasmesso il 23 luglio a quindici destinatari istituzionali le stesse domande che la consigliera Garigliano ha posto via PEC: gli studi degli advisor esistono? Dimostrano che la cessione di maggioranza è l’unica strada percorribile? Perché non sono pubblici? Nessuno ha risposto entro il 22 agosto. Ora sappiamo che nemmeno all’interno del CdA quella risposta è arrivata. Questo cambia il quadro in modo sostanziale.”

𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐋𝐨 𝐒𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐨, 𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐈𝐒𝐀𝐋 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚:
“I lavoratori di SAC e SAC Service hanno il diritto di sapere se la procedura che determinerà il loro futuro fino al 2049 è stata avviata nel rispetto della legge. Le istanze di accesso agli atti che CISAL ha depositato il 29 luglio non hanno ricevuto risposta entro il 28 agosto. Ora emergono verbali ufficiali che documentano il diniego di documenti essenziali persino all’interno del CdA. CISAL valuterà nelle prossime ore le azioni legali conseguenti a questo quadro.”

𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐬𝐨:
“Il territorio ragusano-ibleo ha il diritto di sapere se chi gestisce Comiso lo fa con la legittimità e la trasparenza che una procedura di questa portata richiede. Quello che emerge dai due verbali ufficiali non risponde a questa esigenza — la aggrava.”

𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐐𝐔𝐀𝐓𝐓𝐑𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐒𝐀𝐂 𝐃𝐄𝐕𝐎𝐍𝐎 𝐑𝐈𝐒𝐏𝐎𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐃𝐎𝐂𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈
Il Patto per la Sicilia orientale formula pubblicamente le domande che SAC deve rispondere, non con dichiarazioni, ma con protocolli, PEC, ricevute e allegati verificabili.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. Chi ha risposto negativamente alla PEC della consigliera Garigliano? In quale data? Con quale motivazione formale?

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. In quali date la presidente Quattrone avrebbe inviato la documentazione “antecedente” citata davanti alla Commissione parlamentare? Esistono ricevute di consegna e protocolli che dimostrino l’invio?

𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. Gli studi degli advisor, dai quali ricavare che la cessione di maggioranza è l’unica strada percorribile, esistono? Possono essere prodotti pubblicamente? Se sì, perché sono stati negati a una componente del CdA? Se no, su quale base è stata deliberata la procedura?

𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. Il commissario straordinario Belcuore può documentare in quale modo la nomina del nuovo CdA SAC, la conferma decennale dell’AD con aumento del 40% del compenso e la restituzione di tutte le deleghe gestionali configurino “ordinaria amministrazione in continuità”?

𝐋𝐄 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄𝐍𝐓𝐈
Il Patto per la Sicilia orientale comunica che nelle prossime ore avvierà il confronto con i professionisti legali di riferimento per valutare le seguenti azioni formali.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: esposto alla Procura della Repubblica competente, Catania e Palermo, sui profili di potenziale falsità nelle dichiarazioni rese davanti alla Commissione parlamentare del 17 giugno 2026, con allegati i resoconti stenografici ufficiali di entrambe le audizioni.

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: integrazione dell’esposto alla Corte dei Conti già depositato, con i verbali delle due audizioni come documentazione aggiuntiva del danno erariale potenziale derivante dalla procedura avviata in assenza di adempimenti obbligatori e con diniego di atti dovuti all’interno del CdA.

𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: integrazione dei verbali ufficiali alla petizione alla Commissione PETI del Parlamento europeo, come documentazione aggiuntiva dei profili di violazione del diritto europeo già identificati.

𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: richiesta formale alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità di riaprire l’audizione su SAC, alla luce della contraddizione documentata tra le dichiarazioni del 17 giugno e il verbale ARS del 27 luglio, per acquisire la documentazione che dimostri quale delle due versioni corrisponda ai fatti.

𝐔𝐍𝐀 𝐍𝐎𝐓𝐀 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐋𝐄
Questo comunicato non contiene accuse penali,quelle le formula la Procura della Repubblica, non il Patto per la Sicilia orientale.

Contiene fatti documentati da verbali ufficiali di organi parlamentari della Repubblica italiana. Fatti che chiunque può verificare autonomamente leggendo il resoconto stenografico della Camera dei Deputati del 17 giugno 2026 e il verbale della seduta n. 222 della IV Commissione ARS del 27 luglio 2026.

Li abbiamo letti. Li abbiamo confrontati. Le conclusioni le traiamo e le condividiamo.
Il Parlamento europeo li leggerà presto. Le Procure competenti li valuteranno. La Corte dei Conti li esaminerà.

La domanda che resta aperta e che Quattrone, Belcuore e SAC devono rispondere con documenti, è semplice.

𝐂𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐧𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐯𝐢𝐚 𝐏𝐄𝐂?

I documenti esistono. Produceteli.

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