01 Settembre 2026
Privatizzazione SAC, CISAL: “Prima chiarezza sui poteri del commissario”

La CISAL Catania chiede chiarezza sulla privatizzazione SAC: dubbi sui poteri del commissario, sulla rappresentanza e sull’accesso agli atti.
Privatizzazione SAC, la CISAL Catania chiede chiarezza prima della cessione della maggioranza. Il sindacato solleva dubbi sui poteri del commissario straordinario della Camera di Commercio, sulla rappresentanza nelle decisioni patrimoniali e sui tempi del commissariamento.
A intervenire è Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della CISAL Catania, che individua tre nodi da chiarire prima che il percorso di privatizzazione della SAC, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, raggiunga un punto di non ritorno.
«Non vogliamo emettere sentenze né anticipare valutazioni che competono agli organi preposti – precisa Lo Schiavo –. Vogliamo però risposte, documenti e trasparenza. Quando si decide il futuro di un patrimonio di questa importanza, ogni dubbio deve essere chiarito prima e non dopo la vendita».
I poteri del commissario
Il primo interrogativo riguarda l’estensione dei poteri del commissario straordinario Antonino Belcuore e la possibilità che, durante una gestione straordinaria, possa essere assunta una decisione destinata a modificare in maniera strutturale l’assetto proprietario della SAC.
«Una gestione commissariale nasce come fase straordinaria e temporanea – afferma Lo Schiavo – mentre la vendita della maggioranza di SAC produrrebbe effetti destinati a durare ben oltre il mandato del commissario».
Secondo la CISAL, occorre quindi chiarire quali siano i presupposti che renderebbero necessario procedere proprio adesso con un’operazione di questa portata.
«Se esistono ragioni tali da rendere questa scelta non rinviabile, vengano illustrate pubblicamente e supportate dagli atti. Il territorio deve sapere perché non sia possibile attendere il ripristino degli organi ordinari della Camera di Commercio».
Il nodo della rappresentanza
Il secondo punto sollevato dal sindacato riguarda la collegialità e la rappresentanza nelle decisioni che incidono sul patrimonio camerale.
La CISAL sottolinea che, anche qualora il decreto di nomina attribuisca al commissario i poteri degli organi sostituiti, resta da valutare la portata dell’esercizio di tali poteri quando si tratta di una scelta strategica e difficilmente reversibile.
«Una cosa è garantire l’ordinaria funzionalità dell’ente, altra cosa è decidere chi controllerà in futuro una società aeroportuale strategica – sottolinea Lo Schiavo –. Il tema della rappresentanza non può essere ridotto a una questione burocratica».
Perché vendere durante il commissariamento?
Il terzo interrogativo riguarda la durata della gestione straordinaria della Camera di Commercio, avviata nel 2023, e i tempi necessari per la ricostituzione degli organi ordinari.
«Più passa il tempo e più questa domanda diventa inevitabile – afferma Lo Schiavo –: perché una decisione così importante deve essere portata a compimento durante il commissariamento e non affidata agli organi rappresentativi una volta ricostituiti?».
Per la CISAL, il protrarsi della fase straordinaria rende ancora più importante garantire trasparenza sulle decisioni destinate ad avere conseguenze di lungo periodo.
L’accesso agli atti
Sul fronte della trasparenza, il sindacato segnala inoltre di avere formalizzato il 29 luglio scorso un’istanza di accesso agli atti indirizzata al Commissario straordinario della Camera di Commercio.
«Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro – dichiara Lo Schiavo –. Questo è un fatto che per noi assume particolare rilevanza, perché dimostra che la richiesta di chiarezza non nasce oggi e non si limita alle dichiarazioni pubbliche».
La CISAL ritiene che l’esame della documentazione relativa al percorso di privatizzazione sia indispensabile per poter valutare consapevolmente un’operazione che potrebbe incidere sul futuro del sistema aeroportuale di Catania e Comiso.
“Prima gli atti, poi le decisioni”
Il sindacato chiede quindi piena trasparenza sull’intera procedura, sui poteri esercitati, sulle valutazioni alla base della privatizzazione e sulle ragioni che renderebbero necessario completare l’operazione durante la gestione commissariale.
La CISAL annuncia inoltre che, attraverso i propri legali, chiederà chiarimenti sulla vicenda agli organismi giurisdizionali competenti.
«Non siamo davanti alla vendita di un bene qualsiasi – conclude Lo Schiavo –. Qui si decide il futuro di una delle principali porte d’ingresso della Sicilia. L’aeroporto di Catania significa lavoro, turismo, mobilità, investimenti e sviluppo. E insieme a Comiso costituisce un patrimonio strategico per tutto il territorio».
L’appello finale è dunque quello di fare chiarezza prima di assumere decisioni irreversibili: «Prima gli atti, prima la trasparenza e prima il pieno chiarimento dei poteri e delle responsabilità. Poi si potranno assumere decisioni».






