01 Settembre 2026

Caldo estremo, “la Sicilia si prepari”

Caldo estremo, “la Sicilia si prepari”

Caldo estremo e cambiamento climatico, la richiesta di un Piano regionale per affrontare siccità, incendi, emergenza idrica e temperature elevate.

“La Sicilia non ha bisogno di altre emergenze. Ha bisogno di un piano per il clima e di risorse vere”. È questo l’appello lanciato alla Regione davanti a temperature che hanno raggiunto livelli estremi e a fenomeni climatici sempre più frequenti.

I 40-42 gradi, l’elevata umidità e le temperature ancora più alte nelle aree interne non possono più essere considerati soltanto un’anomalia estiva. La Sicilia deve prepararsi a ondate di calore più lunghe, siccità più frequenti, precipitazioni violente e una crescente pressione sulle risorse idriche.



Il cambiamento climatico, viene sottolineato, pesa soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione, che spesso non hanno le risorse economiche per affrontare il caldo estremo e i maggiori costi energetici.

Un Piano regionale per il clima

La richiesta è quella di una strategia strutturale, con risorse certe e interventi immediatamente realizzabili.

Alla Regione viene chiesto di chiarire quali siano le risorse disponibili e quale sia il piano per rendere le città siciliane più preparate alle temperature estreme.

Tra le proposte c’è la creazione di una rete di rifugi climatici, utilizzando biblioteche, scuole, impianti sportivi e altri edifici pubblici dove anziani, bambini e persone fragili possano trovare sollievo durante le ondate di calore.

Serve inoltre ripensare gli spazi urbani con più alberi, più verde, più ombra, meno cemento e maggiore permeabilità del suolo, intervenendo anche sulla riduzione delle isole di calore.

Scuole, acqua e incendi

Particolare attenzione viene chiesta per le scuole, che dal 15 settembre torneranno ad accogliere studenti e personale.

Schermature solari, verde nei cortili, ventilazione, isolamento ed efficientamento energetico sono indicati tra gli interventi necessari. Viene inoltre proposta l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici scolastici per favorire la nascita di comunità energetiche e contribuire alla riduzione dei costi.

Altro fronte è quello dell’acqua. La Sicilia deve affrontare siccità sempre più frequenti mentre restano problemi legati a reti obsolete, perdite e infrastrutture inefficienti. Servono investimenti su acquedotti, invasi, manutenzione, riuso dell’acqua e sistemi di irrigazione più efficienti.

La crisi climatica aumenta anche il rischio di incendi, rendendo necessaria una politica di prevenzione capace di intervenire sul territorio e contrastare la desertificazione.

La proposta

La proposta è destinare, già dal prossimo bilancio regionale, una parte dell’avanzo di amministrazione a un Piano straordinario regionale per l’adattamento climatico, con risorse certe, tempi definiti e interventi immediatamente cantierabili.

L’obiettivo è sostenere i Comuni, adattare scuole ed edifici pubblici, modernizzare le reti idriche, aiutare l’agricoltura e proteggere lavoratori e persone più vulnerabili.

«Il cambiamento climatico non è più una previsione. È la realtà. La Sicilia non ha bisogno di altre ordinanze quando arriva il caldo. Ha bisogno di un piano, di investimenti, di prevenzione».

redazione

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