31 Agosto 2026
Risorse idriche Sicilia, più del 60% di acqua negli invasi

Al 1° agosto 2026 gli invasi siciliani contengono 500,71 milioni di metri cubi d’acqua, oltre il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2025
Migliora sensibilmente la situazione delle risorse idriche in Sicilia rispetto allo scorso anno.
Secondo i dati pubblicati dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana, al 1° agosto 2026 negli invasi dell’Isola risultano presenti 500,71 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 311,42 milioni di metri cubi registrati il 1° agosto 2025.
La differenza è quindi pari a 189,29 milioni di metri cubi, con un incremento superiore al 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Nel 2025, rispetto al 2024, l’aumento era stato invece del 37%.
Migliorano Poma, Arancio e Rosamarina
Il miglioramento riguarda anche alcuni dei principali invasi siciliani.
Il Poma passa dai 22,65 milioni di metri cubi del 2025 ai 51,57 milioni del 2026.
L’Arancio sale da 5,83 a 14,56 milioni di metri cubi, mentre il Rosamarina passa da 21,03 a 59,45 milioni di metri cubi.
Secondo l’analisi regionale, il quadro complessivo ha consentito all’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici in Sicilia di stabilire, già il 15 maggio scorso, che non vi fossero più le condizioni per mantenere una situazione di “severità idrica”, considerata la normalizzazione dei livelli degli invasi.
Investimenti sulle reti e sugli invasi
La Regione attribuisce il miglioramento anche agli investimenti effettuati negli ultimi anni per la riduzione delle perdite, la digitalizzazione e distrettualizzazione delle reti, il controllo da remoto e il riefficientamento degli invasi e delle infrastrutture di adduzione e distribuzione.
Nei prossimi giorni l’Autorità di bacino convocherà una nuova riunione dell’Osservatorio per continuare a monitorare l’andamento degli utilizzi e delle disponibilità.
Più acqua anche per l’agricoltura
La maggiore disponibilità ha consentito quest’anno di soddisfare in modo più ampio anche le esigenze del settore agricolo in diversi invasi, tra cui Ancipa, Castello, Garcia, Poma, Rosamarina e Ragoleto.
Una situazione diversa rispetto al 2024 e al 2025, quando negli invasi a uso plurimo l’utilizzo agricolo era stato fortemente ridotto o, in alcuni casi, completamente sospeso.
Il monitoraggio proseguirà per consentire eventuali interventi correttivi in relazione all’evoluzione delle condizioni meteo-climatiche.






