29 Agosto 2026
Sac, silenzio istituzionale. Il Patto va al Parlamento europeo

SILENZIO ISTITUZIONALE SUL PATTO PER LA SICILIA ORIENTALE: NESSUNA RISPOSTA DAI 15 DESTINATARI ENTRO IL 22 AGOSTO. IL PATTO PORTA IL CASO AL PARLAMENTO EUROPEO.
Scaduto il termine del 22 agosto senza che nessuno dei quindici destinatari istituzionali — dai ministeri ai soci pubblici di SAC — abbia risposto al Protocollo d’Intesa trasmesso con PEC il 23 luglio. La Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo riceverà nei prossimi giorni una petizione formale su quattro profili di potenziale violazione del diritto dell’Unione europea.
IL SILENZIO CHE DICE TUTTO
Il 23 luglio 2026, al termine di una conferenza stampa pubblica al Seminario Arcivescovile dei Chierici di Catania, sette soggetti hanno firmato il Patto per la Sicilia orientale, un Protocollo d’Intesa in tredici articoli sulla procedura di privatizzazione della SAC S.p.A., la società che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso.
Quel documento è stato trasmesso con PEC protocollata a quindici destinatari istituzionali: ministeri, soci pubblici di SAC, istituzioni regionali, parlamentari. La richiesta era semplice, una risposta formale entro trenta giorni, entro il 22 agosto 2026, sulle condizioni minime per una privatizzazione nell’interesse del territorio.
Il 22 agosto è passato.
Nessuno dei quindici destinatari ha risposto.
Non una risposta di merito. Non un riscontro formale. Non un diniego motivato. Il silenzio totale di quindici destinatari istituzionali su un documento trasmesso con PEC protocollata che chiedeva risposte a domande precise su obblighi di legge verificabili.
QUELLO CHE IL SILENZIO NON PUÒ CANCELLARE
Mentre i quindici destinatari tacevano, la realtà ha parlato con la voce dell’Etna.
Dall’8 al 18 agosto 2026, dieci giorni consecutivi, l’aeroporto di Catania Fontanarossa ha subito la più lunga chiusura della sua storia recente. Oltre 800 voli saltati. Circa 80.000 passeggeri non movimentati o riprotetti in condizioni di caos documentato. Voli dirottati su Palermo, Trapani, Comiso e su Lamezia Terme in Calabria, caso senza precedenti. Un danno economico stimato tra 158 e 198 milioni di euro per l’economia catanese, più un danno reputazionale nel biennio 2027-2028 stimato tra 350 e 527 milioni di euro.
Comiso, il secondo aeroporto del sistema, quello che avrebbe dovuto assorbire il traffico deflesso ,non ha potuto farlo perché dispone di sole sei piazzole di sosta per aeromobili. Sei. In tredici anni di gestione SAC, nessuna piazzola aggiuntiva è stata costruita. I quarantasette milioni di euro di fondi FSC approvati dalla Commissione europea nel novembre 2025, caso SA.120942, per il potenziamento di Comiso non risultano citati in nessun documento pubblico della procedura di privatizzazione.
Il Patto per la Sicilia orientale aveva previsto tutto questo. Lo aveva scritto il 23 luglio, tre settimane prima dell’eruzione. Lo aveva trasmesso formalmente ai quindici destinatari. Lo aveva chiesto con urgenza.
Il silenzio è arrivato puntuale.
LA RISPOSTA — LA COMMISSIONE PETI DEL PARLAMENTO EUROPEO
Il Patto per la Sicilia orientale ha deciso di non lasciare che quel silenzio resti senza conseguenze.
Nei prossimi giorni verrà depositata una petizione formale alla Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo (PETI), ai sensi dell’articolo 227 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 44 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea.
La petizione identifica quattro profili di potenziale violazione del diritto europeo nella procedura di privatizzazione SAC, profili che il silenzio dei quindici destinatari ha reso ancora più urgenti.
Primo profilo — Regolamento UE 452/2019 (Golden Power). Quattro operatori extra-UE, Adani Airport Holdings, MAG Overseas Investment, Oman Airports Management e Corporacion America,sono stati ammessi alla seconda fase del bando senza che il MIMIT abbia pubblicato le condizioni di Golden Power applicabili. La prossimità di Fontanarossa alla base NATO di Sigonella, infrastruttura di sicurezza atlantica di primaria rilevanza, rende il coinvolgimento del Ministero della Difesa non un’opzione ma un obbligo. Nessuna documentazione pubblica attesta che quel coinvolgimento sia avvenuto.
Secondo profilo — Utilizzo dei fondi FSC approvati con caso SA.120942. La Commissione europea ha approvato 47 milioni di euro di fondi pubblici per il potenziamento di Comiso, piazzole aggiuntive, area cargo, infrastrutture operative. Nessuna clausola del contratto di privatizzazione SAC in corso di definizione garantisce che quei fondi vengano utilizzati per gli investimenti previsti dopo il trasferimento del controllo a un soggetto privato. L’emergenza di agosto 2026 ha dimostrato empiricamente che quegli investimenti erano necessari. La Commissione europea ha competenze di controllo sull’utilizzo delle risorse da essa approvate.
Terzo profilo — Regolamento UE 261/2004 sui diritti dei passeggeri. Durante l’emergenza di agosto, molti vettori hanno omesso o ridotto significativamente gli obblighi di assistenza ai passeggeri previsti dall’articolo 9 del Regolamento UE 261/2004. L’assenza strutturale di un piano di continuità operativa certificato per Fontanarossa ha aggravato sistematicamente le condizioni di esercizio dei diritti dei passeggeri europei. Non è un’emergenza episodica — è una vulnerabilità strutturale ricorrente che il sistema non ha mai affrontato.
Quarto profilo — Trasparenza nelle dismissioni di partecipazioni pubbliche. Le istanze di accesso agli atti depositate da CISAL Catania il 29 luglio e da LEGEA Catania il 31 luglio, richiedenti i documenti obbligatori ai sensi del D.Lgs. 175/2016, non hanno ricevuto risposta entro i termini di legge scaduti il 28 agosto. Le regole di governance post-cessione deliberate il 16 giugno 2026 sono state comunicate esclusivamente ai dieci offerenti ammessi e non rese pubbliche, in potenziale violazione dei principi di trasparenza che governano la dismissione di partecipazioni in società a capitale interamente pubblico.
COSA CHIEDE LA PETIZIONE
La petizione chiede alla Commissione PETI di dichiarare ricevibile il caso e di procedere al suo esame nel merito. Chiede che la Commissione europea, DG GROW, DG REGIO, DG COMP, DG MOVE, venga informata e interpellata sui quattro profili di diritto europeo identificati. Chiede che il Governo italiano produca documentazione sullo stato degli screening Golden Power per i quattro operatori extra-UE e sulle garanzie per l’utilizzo dei 47 milioni FSC nel contratto definitivo. Chiede, infine, che la Commissione europea verifichi la compatibilità del contratto di privatizzazione SAC, prima della sua sottoscrizione, con il diritto dell’Unione europea.
LE DICHIARAZIONI
Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale:
“Il 22 agosto quindici destinatari istituzionali hanno scelto il silenzio. Quel silenzio non è neutro — è una scelta che produce conseguenze. La più immediata è questa: il caso approda al Parlamento europeo. Non perché siamo stati ignorati, ma perché i profili di diritto europeo che la petizione identifica non possono essere risolti dal silenzio di un Commissario straordinario o di un Sindaco metropolitano. Richiedono una risposta delle istituzioni europee che hanno approvato i fondi, che vigilano sul Golden Power e che garantiscono i diritti dei passeggeri. Quella risposta arriverà, indipendentemente dal silenzio romano e siciliano.”
Giovanni Lo Schiavo, Segretario Provinciale CISAL Catania:
“Le istanze di accesso agli atti che CISAL Catania ha depositato il 29 luglio sono scadute senza risposta il 28 agosto. Questo non è un ritardo burocratico, è un diniego sostanziale di accesso a documenti che la legge italiana ed europea qualificano come obbligatori. Il silenzio sulle clausole occupazionali , che disciplinano il futuro di centinaia di lavoratori di SAC e SAC Service fino al 2049, è inaccettabile. I lavoratori che rappresentiamo meritano risposte scritte, non silenzio.”
Antonio Prelati, Presidente Comitato per la Difesa e lo Sviluppo dell’Aeroporto di Comiso:
“Quarantasette milioni di euro europei approvati per Comiso. Sei piazzole di sosta. Dieci giorni di chiusura di Fontanarossa. Voli a Lamezia Terme. Il nesso causale è documentato e incontrovertibile. La Commissione europea ha approvato quei fondi per costruire le piazzole che avrebbero evitato il disastro di agosto. Nessuno ha garantito che vengano usati per questo. Il Parlamento europeo deve sapere cosa succede ai soldi che ha approvato.”
Giuseppe Stefio, Sindaco di Carlentini e firmatario del Patto:
“Il silenzio istituzionale su una procedura da mezzo miliardo di patrimonio pubblico non è tollerabile in uno Stato di diritto. Le domande che il Patto ha posto il 23 luglio erano domande di diritto, non opinioni politiche. Il diritto prevede risposte, non silenzi. La Commissione PETI è la sede appropriata quando il diritto non trova risposta nelle sedi nazionali.”
I QUINDICI DESTINATARI CHE NON HANNO RISPOSTO
Il Patto per la Sicilia orientale ha trasmesso il Protocollo d’Intesa il 23 luglio 2026 ai seguenti destinatari, nessuno dei quali ha fornito risposta formale entro il termine del 22 agosto:
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti — Ministero delle Imprese e del Made in Italy — Ministero dell’Economia e delle Finanze — Ministero della Difesa — ENAC — Regione Siciliana — Città Metropolitana di Catania — Camera di Commercio del Sud Est Sicilia — IRSAP — Libero Consorzio Comunale di Siracusa — Comune di Catania — Comune di Comiso — SAC S.p.A. — Commissione europea — Parlamento europeo Commissione PETI.
Il silenzio di ciascuno di questi soggetti è documentato. Verrà allegato alla petizione come prova dell’esaurimento dei rimedi nazionali disponibili.
UNA NOTA FINALE
Negli stessi giorni in cui il Patto per la Sicilia orientale annuncia il ricorso alla Commissione PETI, SAC ha comunicato l’apertura di un nuovo volo diretto Catania-Newark operato da United Airlines con Boeing 767-300ER a partire dal 28 maggio 2027.
La pista dell’aeroporto di Comiso è già certificata per i Boeing 767. Il mercato della diaspora siciliana negli Stati Uniti, il mercato che United Airlines intercetta, è esattamente il bacino di utenza che un piano industriale autonomo per Comiso potrebbe sviluppare con i quarantasette milioni europei già approvati.
Il mercato c’è. I fondi ci sono. La pista c’è.
Quello che manca sono le clausole nel contratto di privatizzazione SAC che trasformino tutto questo in un obbligo invece che in un’opzione.
Le clausole si scrivono adesso. Il contratto si firma nelle prossime settimane.
Il Parlamento europeo sta per sapere che quei fondi e quei diritti, non hanno ancora la tutela che meritano.






