29 Agosto 2026
Picanello, piazza di spaccio virtuale

La Polizia di Stato ha arrestato due giovani a Picanello: secondo gli investigatori gestivano le richieste di droga tramite smartphone e consegne a domicilio.
Una presunta piazza di spaccio virtuale, organizzata attraverso smartphone, piattaforme di messaggistica e consegne a domicilio, è stata individuata dalla Polizia di Stato nel quartiere Picanello, a Catania.
Nel corso di un blitz effettuato nei giorni scorsi, i Falchi della Squadra Mobile hanno arrestato due giovani catanesi di 27 e 21 anni, ritenuti responsabili in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il controllo vicino a un distributore
Secondo quanto riferito dalla Questura, gli agenti hanno notato i due nei pressi di un rifornimento di carburante.
Il 21enne, a bordo di uno scooter, sarebbe stato visto consegnare una somma di denaro al 27enne. I poliziotti hanno quindi deciso di procedere al controllo e alla perquisizione.
Nella loro disponibilità sono stati trovati 11 involucri di marijuana, per un peso complessivo di circa 43 grammi, nascosti in due calzari riposti nel vano sottosella dello scooter.
Addosso al 27enne sono stati inoltre rinvenuti 605 euro in contanti, somma ritenuta dagli investigatori provento dell’attività di spaccio.
Ordini via smartphone e consegne come un “rider”
Gli approfondimenti investigativi avrebbero fatto emergere un sistema di vendita organizzato attraverso piattaforme di messaggistica e utenze telefoniche.
Secondo la ricostruzione della Polizia, il 27enne avrebbe avuto il compito di coordinare le richieste dei clienti, utilizzando numeri telefonici cambiati frequentemente.
Il 21enne avrebbe invece svolto il ruolo di “rider”, effettuando le consegne in diverse zone della città e consegnando poi al 27enne il denaro ricavato dalle vendite.
Al termine degli accertamenti, i due sono stati arrestati per l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, entrambi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida.





