28 Agosto 2026

Sospeso ristorante a piazza Giovanni Verga

Sospeso ristorante a piazza Giovanni Verga

Task force coordinata dalla Polizia di Stato in centro a Catania: ristorante sospeso e sanzionato per oltre 50 mila euro, oltre 12 mila euro di multe anche a un bar

Controlli a tappeto in due attività del centro di Catania da parte della task force coordinata dalla Polizia di Stato. Nel mirino un ristorante nei pressi di piazza Verga e un bar di corso Italia.

Il bilancio più pesante riguarda il ristorante, dove sono state riscontrate numerose irregolarità in materia di lavoro, sicurezza, igiene e tracciabilità degli alimenti. L’attività è stata sospesa e il totale delle sanzioni ha superato i 50 mila euro.



All’operazione hanno partecipato, oltre agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Divisione Anticrimine, anche il Corpo Forestale, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, i servizi Veterinari, Igiene e Spresal dell’Asp di Catania e la Polizia Locale.

Sei lavoratori su nove sarebbero risultati in nero

Secondo quanto riferito dalla Questura, all’arrivo degli agenti uno dei lavoratori stranieri sarebbe fuggito da una finestra, venendo però subito raggiunto e fermato.

Dagli accertamenti sarebbe emerso che sei dipendenti su nove lavoravano senza regolare assunzione. Per ciascun lavoratore irregolare è stata applicata una maxi-sanzione di 3.900 euro, per un totale di 19.500 euro.

È inoltre scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale e un’ulteriore sanzione di 2.500 euro.

Gli ispettori del lavoro avrebbero anche accertato pagamenti effettuati in contanti e quindi non tracciabili. È stata prevista una sanzione di 1.600 euro per ogni pagamento non tracciato, con ulteriori accertamenti ancora in corso.

Irregolarità edilizie e igienico-sanitarie

La Polizia Locale avrebbe riscontrato una difformità planimetrica, con una sanzione di 5.000 euro, oltre all’installazione abusiva di una tenda e all’assenza della Cila per lo spazio esterno, per ulteriori 1.050 euro.

Sul fronte igienico-sanitario, l’Asp ha elevato sanzioni per 1.000 euro e impartito diverse prescrizioni, tra cui la chiusura di botole che potevano favorire l’ingresso di insetti, la pulizia straordinaria dei locali, l’installazione di zanzariere, la rimozione di un frigorifero collocato in bagno e la riparazione dei servizi igienici.

Contestata anche la presenza di un contenitore di rifiuti troppo vicino agli alimenti.

Distrutti 77 chili di pesce

Ulteriori criticità sarebbero emerse nella conservazione dei prodotti ittici, con la mancata applicazione delle procedure di abbattimento e di corretto decongelamento.

Per queste violazioni sono state elevate sanzioni per 2.000 euro.

Il Corpo Forestale ha disposto la distruzione di 77 chili di pesce ritenuto non idoneo al consumo umano e il sequestro di prodotti privi di tracciabilità.

Per omessa informazione ai consumatori e altre irregolarità collegate, il titolare è stato sanzionato per 8.000 euro.

Sicurezza sul lavoro: altre sanzioni per 12.600 euro

Lo Spresal ha contestato anche diverse violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tra queste, secondo quanto riferito, l’assenza delle visite mediche per i lavoratori irregolari, la mancata formazione del personale, l’impianto di emergenza non funzionante, presidi sanitari scaduti dal 2020 nella cassetta di primo soccorso e la presenza di ingombri negli ambienti di lavoro.

Il totale delle sanzioni in questo ambito è stato di 12.600 euro.

Controllato anche un bar di corso Italia

La task force ha poi controllato un bar di corso Italia, dove sono state elevate sanzioni per oltre 12 mila euro.

In questo caso, però, non sono emerse irregolarità nella tracciabilità degli alimenti né nelle posizioni lavorative dei dipendenti. Anche i locali della cucina sono risultati puliti e in ordine.

Le criticità hanno riguardato soprattutto un controsoffitto in cartongesso non indicato in planimetria e utilizzato come deposito, con possibile rischio di cedimento sugli avventori. I titolari sono stati sanzionati per 5.000 euro e avrebbero provveduto immediatamente a ripristinare le condizioni di sicurezza.

Sono state inoltre rilevate lampade di emergenza non funzionanti, un estintore scaduto e presidi sanitari scaduti nella cassetta di primo soccorso, con sanzioni per 5.400 euro.

La Polizia Locale ha infine contestato luminarie non autorizzate, ampliamento del suolo pubblico, assenza del preposto e altre difformità, per ulteriori 2.071 euro.

redazione

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