28 Agosto 2026
Etna, Zappalà: «Serve un Consorzio pubblico-privato»

Salvo Zappalà, presidente di Ente Pro Loco Sicilia, propone un Consorzio pubblico-privato per coordinare sviluppo, promozione e servizi turistici sull’Etna
L’Etna può diventare un punto di riferimento internazionale per il turismo naturalistico, culturale ed esperienziale, ma per farlo serve una gestione condivisa tra istituzioni e mondo produttivo.
È la proposta lanciata da Salvo Zappalà, presidente di Ente Pro Loco Sicilia, che, prendendo spunto dal dibattito emerso durante Etna Forum 2026 a Ragalna, rilancia l’idea di una governance unitaria del territorio.
La soluzione indicata da Zappalà è la costituzione di un Consorzio pubblico-privato capace di coordinare promozione, programmazione e sviluppo dell’intero comprensorio etneo.
«Non bastano iniziative isolate»
«L’Etna non può essere valorizzata attraverso iniziative isolate», afferma Zappalà.
Secondo il presidente di Ente Pro Loco Sicilia, sarebbe necessaria una vera e propria cabina di regia in grado di coinvolgere i Comuni dell’Etna, la Regione, il Parco dell’Etna, le imprese, le associazioni e gli operatori economici.
«Solo facendo squadra si possono mettere in campo progetti concreti e duraturi», sottolinea.
Turismo, servizi e investimenti
Il Consorzio, nella visione di Zappalà, dovrebbe servire a costruire una strategia comune, favorire gli investimenti, migliorare i servizi destinati ai visitatori e rafforzare la competitività dell’Etna sui mercati turistici nazionali e internazionali.
Il tutto, precisa, nel rispetto dell’ambiente e dell’identità dei territori.
L’obiettivo è anche quello di fare in modo che il turismo produca benefici diretti per le comunità locali.
«Il nostro vulcano è una risorsa straordinaria che deve produrre economia, occupazione e nuove opportunità per i giovani», afferma Zappalà, sottolineando la necessità di valorizzare le eccellenze presenti nei diversi versanti dell’Etna.
Un’Etna attrattiva tutto l’anno
Altro punto centrale della proposta è la necessità di superare una visione stagionale del turismo.
Secondo Zappalà, una programmazione di lungo periodo dovrebbe mettere insieme turismo, cultura, enogastronomia, attività outdoor ed eventi, così da trasformare l’Etna in una destinazione capace di attirare visitatori durante tutto l’anno.
«Non un nuovo organismo burocratico»
Zappalà precisa però che il Consorzio non dovrebbe trasformarsi in una nuova struttura burocratica.
«Deve essere uno strumento agile ed efficace, capace di mettere in rete competenze, risorse pubbliche e investimenti privati», conclude.
La proposta punta quindi a costruire una collaborazione stabile tra pubblico e privato, con l’obiettivo di coniugare sviluppo economico, tutela del territorio e valorizzazione delle potenzialità turistiche dell’Etna.






