27 Agosto 2026

Sicurezza sul lavoro, in Sicilia 29 morti in sei mesi

Sicurezza sul lavoro, in Sicilia 29 morti in sei mesi

Musumeci (UGL Catania): «L’Osservatorio provinciale è un passo importante, ma servono più prevenzione, controlli e formazione»

Ventinue vittime in sei mesi. È il bilancio degli incidenti mortali sul lavoro registrati in Sicilia nei primi sei mesi del 2026, un dato che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’Isola registra un’incidenza di 19,5 vittime ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale di 14,5, collocandosi tra le regioni italiane con il più alto indice di mortalità sul lavoro.



A rilanciare l’allarme è Giovanni Musumeci, segretario territoriale dell’UGL Catania, che chiede di rafforzare prevenzione, controlli e formazione.

«Quando si parla di sicurezza sul lavoro l’attenzione deve essere massima. Ogni incidente che si può evitare deve essere evitato», sottolinea Musumeci.

Nei primi sei mesi dell’anno, in Italia, il numero complessivo delle vittime è diminuito del 4 per cento. Un dato positivo, secondo l’UGL, che però non deve tradursi in un abbassamento della guardia. Nello stesso periodo sono infatti aumentate del 5,5 per cento le denunce di infortunio e del 16,7 per cento quelle relative alle malattie professionali.

«Il calo delle vittime complessive in Italia è un dato positivo, ma non può diventare un alibi per abbassare la guardia – afferma Musumeci –. E proprio nel Mezzogiorno e nelle Isole si registrano gli incrementi più consistenti delle denunce di infortunio. La sicurezza va affrontata prima che il lavoratore si faccia male, non dopo».

L’Osservatorio provinciale

Per l’UGL Catania, un ruolo importante può essere svolto dall’Osservatorio provinciale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, coordinato dalla Prefettura di Catania.

«Il confronto è necessario, ma ora deve produrre risultati concreti – evidenzia Musumeci –. A Catania abbiamo uno strumento che va rafforzato e utilizzato per intervenire sui rischi reali dei diversi settori produttivi».

L’obiettivo, secondo il sindacato, deve essere quello di trasformare il confronto tra istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori in interventi concreti, calibrati sui rischi dei singoli comparti.

Più formazione e controlli

Tra le priorità indicate dall’UGL ci sono una formazione più seria e verificabile, controlli più frequenti, una corretta manutenzione delle attrezzature e un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Anche i Documenti di valutazione dei rischi, sottolinea il sindacato, devono essere costruiti sulla base delle condizioni effettive di lavoro e non ridursi a un semplice adempimento burocratico.

«Non basta consegnare un attestato di formazione – conclude Musumeci –. Bisogna verificare che il lavoratore sappia riconoscere i rischi e che l’organizzazione aziendale sia realmente sicura, macchinari compresi».

Per l’UGL, dunque, l’Osservatorio provinciale rappresenta un punto di partenza. «Un’impresa efficiente è anche un’impresa che protegge chi ci lavora. Come UGL continueremo a chiedere controlli, prevenzione e responsabilità. L’unico vero risultato che conta è che un lavoratore torni a casa alla fine della sua giornata».

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redazione

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