27 Agosto 2026

Noemi Impellizzeri, l’indagato: «Non eravamo fidanzati»

Noemi Impellizzeri, l’indagato: «Non eravamo fidanzati»

Parla l’uomo indagato per omicidio nel caso di Noemi Impellizzeri, trovata morta a Riposto: «Non eravamo fidanzati, l’avevo soltanto ospitata e aiutata»

«Io e Noemi non eravamo fidanzati, non c’era nessuna relazione al di fuori dell’amicizia». A parlare è l’uomo indagato per omicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata impiccata nei giorni scorsi nella sua abitazione a Riposto.

L’uomo ha voluto innanzitutto chiarire la natura del rapporto con la giovane. «Dopo essersi lasciata con il suo ragazzo mi ha chiesto di ospitarla per un periodo – ha raccontato – io l’ho accolta e aiutata fino a qualche giorno fa».



«Negli ultimi venti giorni l’avevo bloccata»

Riguardo ai contatti tra i due, l’indagato ha spiegato che in alcune giornate si scambiavano messaggi. Negli ultimi venti giorni, però, avrebbe deciso di bloccarla.

«Avevo i miei figli e mia moglie – ha spiegato – e l’ho dovuta bloccare», aggiungendo che Noemi lo avrebbe contattato frequentemente perché «aveva bisogno o era successo qualcosa».

Secondo il suo racconto, in quel periodo la giovane avrebbe quindi contattato il suo migliore amico, che avrebbe fatto da tramite tra i due.

«Forse era un po’ invadente – ha aggiunto – ma non posso dire che fosse scomoda».

L’ultima telefonata

L’uomo ha poi ricostruito quello che, secondo la sua versione, sarebbe stato l’ultimo contatto con Noemi, avvenuto venerdì sera.

«Se avessi pensato che le sue intenzioni fossero state serie, sarei andato lì per fare il possibile», ha dichiarato.

Sempre secondo quanto riferito dall’indagato, durante la conversazione Noemi gli avrebbe detto: «Ho trovato la corda. È inutile che provi a venire qui, è inutile che avvisi i miei familiari», aggiungendo poi di dover cercare su YouTube come realizzare un nodo.

L’uomo sostiene di avere interpretato quelle parole come uno scherzo e di non avere quindi compreso la gravità della situazione.

«Pensavo fosse tornato un ragazzo»

L’indagato ha inoltre raccontato che gli era stato riferito che Noemi avrebbe trascorso il giorno precedente con un altro ragazzo.

«Quando nella videochiamata mi ha detto di dover chiudere per guardare come fare il nodo – ha affermato – io ho pensato che fosse tornato quel ragazzo a prenderla e quindi se ne doveva andare».

Riguardo al momento in cui avrebbe poi trovato il corpo della 33enne, l’uomo ha dichiarato: «Non ho pensato ai soccorsi perché avevo constatato che era lì da 24 ore e non si poteva fare nulla».

Le dichiarazioni rappresentano la versione fornita dall’uomo attualmente indagato. Le circostanze della morte di Noemi Impellizzeri sono ancora oggetto degli accertamenti della Procura e l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una dichiarazione di responsabilità. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

redazione

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