25 Agosto 2026

Catania FC, rosso da 13,4 milioni, il revisore: «Incertezza sulla continuità»

Catania FC, rosso da 13,4 milioni, il revisore: «Incertezza sulla continuità»

Il bilancio del Catania FC al 30 giugno 2025 chiude con una perdita di 13,45 milioni. Costi del personale oltre 14 milioni, patrimonio netto negativo e richiamo dei revisori sulla continuità aziendale.

Una perdita di 13,449 milioni di euro, costi della produzione superiori a 21 milioni e un costo complessivo del personale che supera i 14 milioni. Sono i numeri più significativi del bilancio del Catania Football Club S.r.l. chiuso al 30 giugno 2025. Un documento che fotografa una società cresciuta sul fronte dei ricavi, ma ancora caratterizzata da uno squilibrio economico molto rilevante e dalla necessità del sostegno finanziario dell’unico socio per garantirne la continuità.

Il bilancio ordinario relativo all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025, depositato al Registro delle Imprese, evidenzia infatti una perdita di 13.449.480 euro, superiore ai 10.708.013 euro registrati nell’esercizio precedente. Il patrimonio netto, nonostante gli interventi effettuati nel corso dell’anno, resta negativo per 1.011.054 euro, contro i -3,242 milioni del 2024.



Ricavi in crescita, ma i costi superano i 21 milioni

Il valore della produzione sale da 6,319 milioni a 7,646 milioni di euro, con un incremento di circa 1,33 milioni. I ricavi delle vendite e delle prestazioni raggiungono 3,129 milioni, mentre gli altri ricavi e proventi ammontano a 4,518 milioni.

La crescita dei ricavi, tuttavia, non è sufficiente a compensare l’aumento dei costi. Il bilancio indica costi della produzione per 21.088.599 euro, rispetto ai 17.035.956 dell’esercizio precedente. La differenza tra valore e costi della produzione è quindi negativa per 13,442 milioni di euro.

La voce più pesante è quella relativa al personale: 14.167.133 euro, contro 11.326.796 euro del precedente esercizio. Soltanto salari e stipendi valgono 11,6 milioni, ai quali si aggiungono oltre 2 milioni di oneri sociali e circa 360 mila euro di trattamento di fine rapporto.

In sostanza, il costo del personale da solo è pari a circa il 185% dell’intero valore della produzione.

Abbonamenti per 1,8 milioni, crescono gli sponsor

La risposta del pubblico continua a rappresentare una delle principali fonti di entrata. Gli abbonamenti hanno prodotto 1.828.858 euro, contro 1.687.375 dell’anno precedente.

Le gare casalinghe di campionato hanno generato 751.139 euro, i playoff 279.168 euro e la Coppa Italia 95.030 euro. Complessivamente i ricavi collegati alle gare disputate in casa, comprese le prevendite, ammontano a circa 1,26 milioni di euro.

Importante anche il comparto commerciale. Le sponsorizzazioni salgono complessivamente a 1.443.676 euro, rispetto ai 975.648 euro dell’anno precedente. Lo sponsor tecnico vale 505.351 euro, lo sponsor ufficiale 833.500 euro, ai quali si aggiungono 104.825 euro di sponsorizzazioni in cambio merce.

La pubblicità cartellonistica porta altri 885.928 euro, mentre l’area commerciale, merchandising, Store, Academy, campus e altre attività genera complessivamente 1,201 milioni. I proventi televisivi risultano invece pari a 112.378 euro.

Debiti per quasi 5,5 milioni

Al 30 giugno 2025 i debiti complessivi del Catania FC ammontano a 5.492.834 euro, in lieve diminuzione rispetto ai 5.655.173 euro dell’anno precedente.

Tra le voci principali figurano 2,195 milioni di debiti verso fornitori, 1,181 milioni di debiti tributari, 586.754 euro verso istituti previdenziali e 1,519 milioni classificati tra gli altri debiti. Quasi l’intero ammontare, 5,379 milioni, è esigibile entro l’esercizio successivo.

Tra gli altri debiti risultano, tra l’altro, 771.258 euro verso il personale tesserato, oltre a debiti verso dipendenti, collaboratori e dirigenti.

Le disponibilità liquide a fine esercizio sono però salite a 2.011.791 euro, rispetto ai 595.016 euro dell’anno precedente. Il rendiconto finanziario mostra tuttavia un flusso di cassa negativo derivante dall’attività operativa pari a 11.636.758 euro, compensato dall’attività di finanziamento.

Il passaggio più delicato: «indispensabile» il sostegno finanziario del socio

È nella nota integrativa che emerge uno degli elementi più significativi dell’intero documento.

Gli amministratori scrivono che la società non è in grado, in maniera fisiologica e duratura, di far fronte ai debiti dell’attività ordinaria attraverso la propria liquidità e che, per garantire la continuità, risulta indispensabile il continuo ricorso agli interventi finanziari dell’unico socio. Viene inoltre evidenziata l’eccedenza delle passività correnti rispetto alle attività correnti.

Una situazione che non viene nascosta neppure dalla società di revisione RSM Società di Revisione e Organizzazione Contabile S.p.A..

Il revisore esprime un giudizio positivo sul bilancio, ritenendo che rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società, ma inserisce uno specifico paragrafo dedicato all’«incertezza significativa relativa alla continuità aziendale».

Non si tratta quindi di un giudizio negativo sul bilancio né di un rilievo alla correttezza dei conti, ma di un richiamo esplicito alle condizioni necessarie perché la società possa proseguire normalmente la propria attività.

Nel corso dell’anno 15,68 milioni immessi dal socio

Il rendiconto finanziario registra 15.680.500 euro di aumento di capitale a pagamento, elemento che ha consentito di finanziare il forte assorbimento di liquidità prodotto dalla gestione.

Il movimento trova riscontro anche nel patrimonio netto: partendo da -3,242 milioni, gli interventi per 15,680 milioni e la nuova perdita di 13,449 milioni conducono al patrimonio netto finale di -1,011 milioni di euro.

Dopo la chiusura dell’esercizio è intervenuta inoltre un’altra operazione determinante. Il 29 settembre 2025 il socio unico ha rinunciato a un finanziamento di 4,024 milioni di euro, intervento indicato nel bilancio come idoneo a superare la situazione prevista dall’articolo 2482-ter del Codice civile determinatasi al 30 giugno.

La documentazione della società di revisione riferisce anche di una precedente rinuncia, datata 30 giugno 2025, relativa a 3,605 milioni di euro di finanziamenti erogati tra maggio e giugno 2025. A questa si aggiunge la successiva rinuncia di 4,024 milioni relativa ai finanziamenti erogati tra luglio e settembre.

Il nuovo piano: ridurre il monte ingaggi e puntare sui giovani

Di fronte ai risultati dell’esercizio, il Consiglio di amministrazione ha approvato il 29 settembre 2025 un Piano industriale economico-finanziario per la stagione 2025/2026.

La strategia indicata nel documento passa innanzitutto dalla riduzione dei costi del personale e del monte ingaggi, dalla progressiva diminuzione dei debiti e da una maggiore valorizzazione dei giovani calciatori. Il piano considera proprio lo sviluppo del settore giovanile anche come possibile fonte futura di plusvalenze attraverso la cessione dei diritti alle prestazioni sportive.

Rimane comunque previsto l’apporto di liquidità da parte del socio unico.

Lo stesso socio ha formalizzato il proprio sostegno attraverso una “Commitment Letter” del 30 settembre 2025, con la quale si è impegnato a supportare finanziariamente la società. Su questa base il Consiglio di amministrazione ha ritenuto appropriato redigere il bilancio nella prospettiva della continuità aziendale.

Il giudizio dei revisori e del Collegio sindacale

La fotografia che emerge è dunque duplice.

Da una parte il Catania FC riesce ad aumentare ricavi commerciali, sponsorizzazioni e abbonamenti e può contare su una capacità di attrazione del pubblico significativa. Dall’altra, la struttura dei costi – e in particolare il peso del personale – resta enormemente superiore alle entrate generate dall’attività ordinaria.

RSM ha espresso un giudizio senza modifiche sulla correttezza del bilancio, pur richiamando l’incertezza significativa sulla continuità aziendale. Anche il Collegio sindacale ha affermato che non vi sono motivi ostativi all’approvazione del bilancio, richiamando tuttavia a propria volta le considerazioni del revisore sulla continuità.

Il dato centrale del bilancio al 30 giugno 2025 resta pertanto quello di una società che ha bisogno ancora di consistenti risorse provenienti dalla proprietà per sostenere il proprio modello economico. Ed è proprio su questo punto che si concentra la nuova strategia indicata dagli amministratori: abbattere il costo del personale, ridurre progressivamente l’indebitamento, valorizzare maggiormente i giovani e avvicinare nel tempo entrate e uscite.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.