22 Agosto 2026

Torre Archirafi, l’alba negli scatti di Filippo Cristaldi

Torre Archirafi, l’alba negli scatti di Filippo Cristaldi

Alla Pro Loco di Torre Archirafi la mostra fotografica di Filippo Cristaldi: dieci scatti dedicati all’alba, alla memoria e all’identità del borgo marinaro

 

di Silvia Cosentini

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere reinventati, hanno solo bisogno di essere osservati.

Sono Silvia Cosentini, vissuta in Calabria per 25 anni, dopo la Laurea Magistrale i miei studi, mi hanno portato ad attraversare la terra sarda e sicula per approfondire i linguaggi multimediali, artistici e antropologici del Mediterraneo.



In questi giorni,ho avuto la possibilità di visitare “Alba a Torre Archirafi in 10 scatti”, il progetto fotografico di Filippo Cristaldi, ospitato dalla Pro Loco di Torre Archirafi, iniziata mercoledì 19 agosto e che si concluderà nella giornata di domenica 23 agosto.

Dieci fotografie, che raccontano la storia di un luogo: il mare, le imbarcazioni, la luce e la memoria di un borgo marinaro, diventano materia di un’esperienza che supera i confini della semplice esposizione.

Il mistero della luce

Durante l’esposizione si può cogliere la magia sottile degli scatti: la linea invisibile che confonde lo spettatore che osservando crede di vedere il tramonto.

«Ma queste sono albe o tramonti?»

Sembra semplice, ma è un punto di vista capace di farci riflettere sulla particolarità della luce di Torre Archirafi: é proprio questa l’essenza del progetto:

L’autore risponde in maniera spontanea, spiegando gli effetti della posizione condizioni di luce di Torre Archirafi alla luce dell’alba, che in determinate condizioni, assume tonalità così calde da evocare quelle del tramonto; dall’arancio, all’oro, dal rame al rosso, i colori riflettono sull’acqua, si intrecciano alla natura dominante del luogo, mentre il sole nascente modifica la percezione del paesaggio.

Cristaldi parte proprio da questo concetto per spiegare e raccontare ciò che restituisce meraviglia: offre infatti una riflessione, uno sguardo, una prospettiva che ci invita a pensare all’istante che resta.

Il tempo di un’alba infatti, dura pochi minuti, ma la fotografia può catturarla e imprimerla come ricordo della memoria.

Da laureata magistrale in Linguaggi Multimediali, cinema e televisione, non posso che notare come gli scatti del Cristaldi in questa questa mostra, facciano riaffiorare nella memoria il concept del film
“L’attimo fuggente” e la figura del professor John Keating, interpretato da Robin Williams: l’invito a fermarsi, a osservare il mondo da un’altra prospettiva, a non lasciare che la vita scorra davanti agli occhi senza essere realmente vissuta.

Nelle immagini di Cristaldi, i dettagli fanno la differenza e ci regalano un’esperienza unica: una barca immobile, un riflesso sull’acqua, una linea d’orizzonte, che diventano qualcosa di più di semplici elementi paesaggistici.

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione