19 Agosto 2026
Emergenza Etna, Primavera: «La diffida ai vettori non basta»

Il deputato regionale Santo Primavera critica la gestione dell’emergenza Etna: «La diffida alle compagnie aeree non può coprire le responsabilità organizzative»
La diffida inviata il 14 agosto 2026 dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture alle compagnie aeree, affinché garantiscano la riprotezione dei passeggeri fino a Catania Fontanarossa durante l’emergenza Etna, finisce nel mirino del deputato regionale del gruppo Mpa Grande Sicilia Santo Primavera.
Secondo il parlamentare, il provvedimento sarebbe condivisibile nelle intenzioni, ma rischierebbe di non essere sufficiente a tutelare concretamente i viaggiatori e, soprattutto, di spostare l’attenzione dalle responsabilità organizzative.
Primavera richiama il Regolamento europeo 261
Primavera richiama il Regolamento europeo 261, sottolineando che l’articolo 5, comma 3, esclude la responsabilità dei vettori in presenza di circostanze straordinarie che non avrebbero potuto essere evitate neppure adottando tutte le misure ragionevoli.
«È evidente che un’emergenza provocata dall’attività dell’Etna possa rientrare, per le compagnie aeree, tra queste circostanze straordinarie», afferma il deputato.
Da qui il dubbio sull’efficacia della diffida regionale, che per Primavera rischierebbe di apparire «più come un tentativo di declinare precise responsabilità organizzative che come uno strumento realmente efficace per tutelare i viaggiatori».
«Servono piani e protocolli specifici»
Il deputato pone quindi l’accento sulla gestione preventiva del rischio.
Secondo Primavera, fenomeni legati all’attività vulcanica dell’Etna dovrebbero essere affrontati attraverso piani e protocolli di Protezione civile, regionali, comunali e aziendali, con procedure precise da attivare in caso di emergenza.
Particolare attenzione viene rivolta alla Sac, società che gestisce l’aeroporto di Catania.
«Occorre sapere se la Sac, nei propri documenti di programmazione ordinaria e straordinaria, abbia previsto azioni concrete da attivare in presenza di eventi di questo tipo. Se esistenti non hanno evidentemente funzionato, se mancanti siamo di fronte all’ennesima carenza», sostiene Primavera.
Possibile azione collettiva
Il parlamentare chiede chiarimenti anche sui piani predisposti a livello comunale e regionale, evidenziando il rischio che i costi della disorganizzazione ricadano sui cittadini e sui viaggiatori.
Primavera non esclude inoltre la possibilità che, a fronte dei disagi e delle spese sostenute, possa essere promossa un’azione collettiva nei confronti degli scali siciliani.
«In Sicilia si continua purtroppo a confondere ciò che è straordinario con ciò che dovrebbe essere affrontato attraverso un’adeguata programmazione ordinaria», conclude il deputato, attribuendo le criticità alle «negligenze e alle carenze della gestione locale».






