17 Agosto 2026
Guardia Costiera, sequestrati 450 chili di pesce

Controlli della Guardia Costiera tra ristoranti, pescherie e mercati del Catanese: sequestrati 450 chili di pesce e sanzioni per circa 15 mila euro
Controlli estivi della Guardia Costiera tra ristoranti, pescherie e mercati del Catanese, con verifiche concentrate sulla tracciabilità del pescato e sul rispetto delle norme relative alle taglie minime.
L’attività, avviata fin dal mese di luglio dalla Direzione Marittima di Catania, ha interessato comuni costieri e pedemontani del territorio etneo, in un periodo caratterizzato da un aumento del consumo di prodotti ittici.
Controlli su etichette e provenienza del pesce
Gli ispettori pesca hanno verificato soprattutto il rispetto degli obblighi relativi all’etichettatura e alla provenienza del pescato.
Secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera, pur in presenza di alcune irregolarità, è stata riscontrata una generale osservanza della normativa da parte delle attività controllate.
Tra le criticità emerse figurano comunque carenze nell’etichettatura obbligatoria e la presenza di prodotti ittici sotto la taglia minima prevista dalla legge.
Sequestrati 450 chili di prodotto
Tra i prodotti contestati figurano il cosiddetto “muccu” o “neonata” di sarda e triglie di scoglio sottomisura.
Complessivamente sono stati sequestrati circa 450 chili di pesce.
Ai titolari delle attività commerciali interessate sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 15 mila euro.
Il pesce donato alle associazioni
Dopo i controlli dei medici veterinari dell’Asp, che ne hanno certificato l’edibilità, il prodotto sequestrato è stato destinato ad associazioni caritatevoli e di beneficenza del territorio.
L’iniziativa, spiega la Guardia Costiera, punta non soltanto alla repressione delle irregolarità, ma anche alla prevenzione e alla sensibilizzazione degli operatori sul rispetto delle regole a tutela dei consumatori e dell’ecosistema marino.






