17 Agosto 2026

Aeroporto di Comiso, il Comitato: «Eppur si muove»

Aeroporto di Comiso, il Comitato: «Eppur si muove»

Il Comitato per la difesa dell’aeroporto di Comiso accoglie con favore le nuove aperture della Regione sul rilancio dello scalo e sui 47 milioni FSC

Il Comitato per la Difesa e lo Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei torna a intervenire sul futuro dello scalo “Pio La Torre” di Comiso e accoglie con soddisfazione le dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani sul possibile rilancio dell’infrastruttura.

Il Comitato richiama in particolare il piano di sviluppo dell’aeroporto, per il quale nel novembre 2025 la Commissione europea avrebbe dato il via libera a un intervento da 47 milioni di euro di risorse FSC, destinato soprattutto al potenziamento dello scalo e alla realizzazione dell’area cargo.

«La nostra battaglia non è stata vana»

«Prendiamo atto con soddisfazione che la nostra battaglia a sostegno del rilancio dello scalo di Comiso non è stata vana», afferma il Comitato.

Secondo l’organizzazione civica, gli ultimi disagi provocati dall’attività dell’Etna e dalla cenere vulcanica avrebbero confermato ancora una volta il valore strategico dell’aeroporto di Comiso all’interno del sistema aeroportuale siciliano.



Per il Comitato, lo scalo ragusano rappresenta una risorsa non soltanto per il territorio ibleo, ma per l’intera Sicilia orientale, soprattutto in presenza di limitazioni operative a Fontanarossa.

Attenzione sull’iter annunciato da Schifani

Il Comitato, che ha sottoscritto anche il Patto per la Sicilia Orientale, annuncia che seguirà con particolare attenzione l’iter che il presidente Schifani intenderà avviare sul futuro dell’aeroporto.

L’obiettivo dichiarato resta quello di contrastare la marginalizzazione dello scalo e ottenere più collegamenti, investimenti trasparenti e una maggiore integrazione con il sistema aeroportuale regionale.

«Difendere Comiso significa difendere il territorio»

Secondo il referente del Comitato, Antonio Prelati, sostenere lo sviluppo del “Pio La Torre” significa anche ridurre l’isolamento dell’area ragusana e rafforzare tutto l’indotto economico e occupazionale collegato allo scalo.

«Difendere lo scalo di Comiso, infrastruttura strategica per la Sicilia orientale, vuol dire anche ridurre l’isolamento dell’area ragusana e di tutto l’indotto ad esso collegato», sostiene il Comitato.

Prelati ribadisce infine che l’impegno del movimento civico continuerà nella prospettiva di sostenere crescita, sviluppo territoriale e occupazione.

redazione

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