13 Agosto 2026

Aeroporti Siciliani, Lo Schiavo: «Ora ognuno vuole il suo»

Aeroporti Siciliani, Lo Schiavo: «Ora ognuno vuole il suo»

Giovanni Lo Schiavo interviene sul futuro della rete aeroportuale siciliana: «Prima di pensare a nuovi scali, valorizziamo Catania, Palermo, Trapani e Comiso»

 

Guardare alla rete aeroportuale siciliana con realismo, senza rinunciare all’ironia « Uno per provincia? Bene, ma prima facciamo funzionare quelli che abbiamo »

Il sistema aeroportuale siciliano si prepara, almeno sulla carta, a diventare sempre più capillare. L’idea di fondo è ambiziosa: arrivare, nel tempo, ad avere uno scalo per ogni provincia. Un progetto che, se realizzato, permetterebbe alla Sicilia di accorciare finalmente le distanze. Sempre che, nel frattempo, non sia necessario attraversare mezza Isola per raggiungere l’aeroporto.

Oggi gli scali operativi sono quattro: Catania, Palermo, Trapani e Comiso. A questi potrebbero aggiungersi, nel quadro delle ipotesi e delle pianificazioni future, nuovi scali a Enna, Messina e Siracusa, mentre resta ancora fuori dall’elenco Caltanissetta. Per Agrigento, invece, la possibilità di un aeroporto nella Sicilia centro-meridionale rientra nelle valutazioni previste dalla pianificazione strategica 2026-2035.



Un disegno che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché mentre si ragiona sugli aeroporti che potremmo avere domani, quelli che abbiamo oggi continuano a chiedere attenzione, investimenti e soprattutto collegamenti adeguati.

«L’idea di un aeroporto per ogni provincia è certamente suggestiva ma prima di pensare a moltiplicare le piste sarebbe opportuno riuscire a valorizzare pienamente quelle che già abbiamo. Perché rischiamo di ritrovarci con un aeroporto per provincia e, magari, con la stessa viabilità di sempre per raggiungerli».

Il tema è tornato prepotentemente d’attualità anche alla luce delle difficoltà che si verificano quando l’attività dell’Etna condiziona l’operatività dello scalo di Catania. In questi casi Comiso dovrebbe rappresentare una vera infrastruttura strategica alternativa, non soltanto un aeroporto che compare sulle mappe.

«Se Comiso è strategico, perché continuiamo a considerarlo quasi come un ospite occasionale del sistema aeroportuale siciliano? Adesso bisogna trasformare gli annunci in opere e soprattutto in un modello operativo che consenta allo scalo di esprimere tutte le sue potenzialità».

Prima di immaginare una carta geografica dell’Isola piena di aeroporti, sarebbe utile verificare che quelli già presenti siano davvero messi nelle condizioni di funzionare come una rete. E, tra un’eruzione dell’Etna e l’altra, forse la vera sfida non è costruire più aeroporti, ma imparare finalmente a farli funzionare insieme.

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redazione

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