11 Agosto 2026

Aeroporto di Catania, Mpa-FI-Lega: «Fallimento della governance SAC»

Aeroporto di Catania, Mpa-FI-Lega: «Fallimento della governance SAC»

Mpa, Forza Italia e Lega attaccano la governance SAC dopo i disagi all’aeroporto di Catania e chiedono ai vertici della società di riferire in Consiglio comunale

Durissimo attacco alla governance di SAC da parte dei capigruppo al Consiglio comunale di Catania di Mpa, Forza Italia e Lega.

Bruno Brucchieri, Piermaria Capuana e Maurizio Zarbo intervengono con una nota congiunta sui disagi che negli ultimi giorni hanno interessato l’aeroporto “Vincenzo Bellini” a causa dell’attività dell’Etna e della presenza di cenere vulcanica.



«Avevamo lanciato l’allarme pubblicamente, sulla stampa e in Aula, dopo il precedente episodio di ricaduta di cenere. Siamo stati ignorati», affermano i tre esponenti politici.

«La cenere non è un evento eccezionale»

Il punto centrale della critica riguarda la gestione di un fenomeno che, secondo i tre capigruppo, non può essere considerato imprevedibile.

«La cenere vulcanica non è un evento eccezionale. È una condizione strutturale con la quale Catania convive da sempre».

Brucchieri, Capuana e Zarbo precisano di non contestare le chiusure o le limitazioni adottate per ragioni di sicurezza, ma la gestione delle conseguenze per i passeggeri.

Nella loro ricostruzione, migliaia di viaggiatori avrebbero dovuto affrontare informazioni insufficienti o contraddittorie, problemi di assistenza, difficoltà nei ristori e incertezza sulle alternative disponibili.

Si tratta di contestazioni politiche rivolte alla società di gestione, sulle quali SAC potrà eventualmente fornire la propria versione.

«Danni economici e di immagine per Catania»

Secondo Mpa, Forza Italia e Lega, le conseguenze dell’emergenza non si limiterebbero ai viaggiatori.

I tre capigruppo richiamano le ricadute su lavoratori, attività economiche, strutture ricettive e sull’immagine turistica della città.

«Ogni turista lasciato senza assistenza rappresenta una sconfitta per Catania e un costo economico e reputazionale», sostengono.

L’intervento della Regione

Nella nota viene apprezzato l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, che hanno annunciato il potenziamento dei collegamenti alternativi e nuove risorse per Comiso.

Per i tre consiglieri, però, proprio l’intervento regionale rappresenterebbe la dimostrazione di una risposta insufficiente da parte di SAC.

«Se a ogni eruzione serve un intervento straordinario esterno, significa che il sistema aeroportuale non è in grado di reggersi sulle proprie gambe», affermano.

Il nodo Comiso

Duro anche il passaggio sull’aeroporto di Comiso.

«Oggi viene evocato come soluzione, ma contemporaneamente si ammette che non è in grado di assorbire il traffico di Catania».

Secondo Brucchieri, Capuana e Zarbo, la complementarità tra i due scali, più volte indicata come uno degli elementi del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, non avrebbe trovato finora sufficiente traduzione operativa.

«I vertici SAC vengano in Consiglio comunale»

La richiesta politica è adesso quella di un confronto diretto.

I capigruppo chiedono ai vertici di SAC di presentarsi in Consiglio comunale per illustrare i piani operativi adottati durante le emergenze vulcaniche, i mezzi disponibili, gli investimenti effettuati e quelli programmati.

«Il Consiglio comunale rappresenta la città di Catania», sottolineano, ricordando che Comune e Città Metropolitana sono soci della società.

La conclusione della nota è particolarmente netta: se i vertici della società non fossero disponibili a confrontarsi con la città e a chiarire cosa non ha funzionato, per Mpa, Forza Italia e Lega dovrebbe aprirsi anche una riflessione sulla permanenza dell’attuale governance.

«L’Etna eruttava ieri, erutta oggi ed erutterà domani. Ciò che deve cambiare radicalmente è la governance di SAC».

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redazione

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