09 Agosto 2026

Etna, nuova bocca eruttiva e intensa attività esplosiva

Etna, nuova bocca eruttiva e intensa attività esplosiva

L’INGV segnala intensa attività esplosiva alla Voragine dell’Etna, colate laviche in Valle del Leone e una nuova bocca eruttiva aperta in Valle del Bove

Prosegue l’intensa attività eruttiva dell’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, segnala nella giornata odierna una persistente attività esplosiva al cratere Voragine, caratterizzata dall’alternanza di fasi più intense e momenti di minore energia.

Secondo quanto emerso dai sopralluoghi del personale INGV e dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, le esplosioni sarebbero prodotte da almeno tre bocche eruttive localizzate tra il cratere Voragine e il Cratere di Sud-Est.

Colata dalla Valle del Leone fino a quota 1850 metri

Resta attiva anche la bocca eruttiva apertasi il 7 agosto in Valle del Leone, a una quota di circa 2750 metri.

La bocca continua ad alimentare un articolato campo lavico. Il fronte più avanzato, dopo avere oltrepassato Monte Simone, ha raggiunto quota 1850 metri circa intorno alle 10.30 UTC.



Nuova bocca eruttiva in Valle del Bove

Un nuovo elemento è stato registrato alle 09.28 UTC, quando si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, nei pressi di Monte Rittmann, a una quota di circa 2360 metri.

L’apertura della bocca è stata accompagnata dalla formazione di due modesti flussi piroclastici, generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione di materiale incoerente durante la formazione della frattura eruttiva.

La nuova bocca ha prodotto un campo lavico il cui fronte più avanzato si è attestato intorno a quota 2100 metri alle 11 UTC.

Tremore vulcanico su valori alti

Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico si mantiene nella fascia dei valori alti.

La sorgente viene localizzata in corrispondenza del cratere Voragine, a una quota di circa 3000 metri sul livello del mare.

Gli eventi infrasonici risultano leggermente aumentati sia nel numero sia nell’energia e sono anch’essi localizzati nell’area della Voragine.

Nessuna variazione significativa nelle reti GNSS

Le reti di monitoraggio GNSS e clinometrica non mostrano al momento variazioni significative.

Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano tuttavia a registrare il cambiamento di tendenza iniziato il 6 agosto e già evidenziato nei precedenti comunicati dell’INGV.

La variazione massima rilevata è pari a circa 5,7 microradianti presso la stazione Cratere del Piano.

Il quadro conferma dunque una fase eruttiva ancora intensa, con più centri attivi, colate laviche in evoluzione e una nuova bocca apertasi in Valle del Bove.

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redazione

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