07 Agosto 2026
Sac, Consiglio Metropolitano respinge OdG su privatizzazione

SAC, CONSIGLIO METROPOLITANO RESPINGE L’ORDINE DEL GIORNO SULLA PRIVATIZZAZIONE “ UN ALTRA OCCASIONE MANCATA “
CATANIA – “Quello che il Consiglio Metropolitano ha rifiutato di approvare il 4 Agosto non era una dichiarazione di principio” dichiara Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale. “Era un mandato politico preciso che avrebbe vincolato il Sindaco Trantino a comportamenti verificabili nell’esercizio del suo ruolo di rappresentante del socio pubblico di SAC. Con la bocciatura di quel mandato , il Sindaco è ora libero di votare come ritiene opportuno. Questa è la conseguenza reale di quanto accaduto”.
I punti dell’ordine del giorno sulla privatizzazione
L’ordine del giorno presentato dal Consigliere Metropolitano Graziano Bonaccorsi, “Procedura di privatizzazione della SAC S.p.A., Tutela dell’interesse pubblico, ruolo della Città Metropolitana di Catania quale socio pubblico e garanzie sul futuro degli aeroporti di Catania e Comiso”, è stato respinto.
Sette impegni specifici, tutti contenuti nel testo dell’ordine del giorno:
Primo: rappresentare nelle sedi societarie la necessità che la procedura di privatizzazione sia accompagnata dalla massima trasparenza e dalla piena conoscibilità degli elementi economici, industriali e strategici dell’operazione.
Secondo: richiedere, in qualità di rappresentante dell’ente socio pubblico, che siano messi a disposizione della Città Metropolitana tutti gli atti e le informazioni necessarie per una valutazione consapevole.
Terzo: chiedere una valutazione indipendente del valore della SAC S.p.A., della partecipazione pubblica oggetto di cessione e del patrimonio infrastrutturale rappresentato dagli aeroporti di Catania e Comiso.
Quarto: richiedere che siano resi pubblici i criteri di selezione del partner privato, il piano industriale, gli impegni sugli investimenti, le garanzie occupazionali e gli obiettivi di sviluppo degli scali.
Quinto: tutelare il ruolo dell’aeroporto di Comiso quale parte integrante del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, affinché non venga penalizzato dal nuovo assetto societario.
Sesto: promuovere un confronto istituzionale con la Regione Siciliana, la SAC S.p.A., gli altri enti soci, le organizzazioni sindacali, le categorie economiche e gli altri soggetti rappresentativi del territorio.
Settimo: riferire al Consiglio della Città Metropolitana sugli sviluppi della procedura e sulle posizioni assunte dall’ente in qualità di socio pubblico.
È necessario essere precisi su cosa il Consiglio Metropolitano ha bocciato il 4 Agosto. Non una generica richiesta di trasparenza. Un atto di indirizzo politico, un mandato formale, che avrebbe vincolato il Sindaco Metropolitano Enrico Trantino a comportamenti precisi e verificabili nell’esercizio del Suo ruolo di rappresentante del socio pubblico in assemblea SAC.
La posizione del Patto per la Sicilia Orientale
“L’assenza del Consigliere Alparone del MpA al momento del voto”, aggiunge Cannizzo, “è il dato politico più rilevante della serata. Il partito aveva chiesto pubblicamente il ripensamento sulla privatizzazione, il cui gruppo consiliare aveva attaccato Trantino per il silenzio dopo l’audizione ARS del 27 luglio, non era presente quando si votava un mandato che avrebbe vincolato quel Sindaco a comportamenti precisi. Quella assenza ha un significato che Alparone dovrà spiegare ai propri elettori e al territorio che dice di rappresentare.”
- Hanno votato a favore: un consigliere del PD, uno del M5S, uno della DC, due della Lega su tre presenti. La maggioranza consiliare che sostiene il Sindaco Trantino si è astenuta. Mentre MpA era assente.
“Il Consiglio Metropolitano di Catania”, conclude Cannizzo, “aveva l’altra sera la possibilità di esercitare il controllo democratico sul proprio Sindaco nell’esercizio delle funzioni di socio pubblico di SAC. Ha scelto di non farlo. Quella scelta è agli atti, pubblica, documentata, irrevocabile. Il 22 agosto scade il termine per le risposte al Patto per la Sicilia orientale. La risposta della Città Metropolitana dovrà dire qualcosa di più sostanziale di quanto il suo Consiglio ha detto al Consiglio Metropolitano”.





