07 Agosto 2026
Caos Catania e Aeroporto Comiso resta il brutto anatroccolo

La Cisal Catania critica il ruolo marginale dell’aeroporto di Comiso durante le emergenze legate all’Etna e chiede investimenti, collegamenti e maggiore operatività.
«L’aeroporto di Comiso continua a essere il brutto anatroccolo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale». È la posizione espressa dalla Cisal Catania, che interviene sul futuro dello scalo ibleo alla luce delle recenti difficoltà registrate a Catania per l’attività eruttiva dell’Etna.
Il segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo richiama quanto accaduto con la chiusura temporanea degli arrivi a Fontanarossa per la presenza di cenere vulcanica, situazione che ha provocato ritardi, cancellazioni e dirottamenti.
«Comiso utilizzato solo in parte»
Secondo Lo Schiavo, proprio le emergenze legate all’Etna mostrerebbero tutte le potenzialità ancora inespresse dell’aeroporto di Comiso.
«Durante le emergenze per la cenere dell’Etna, lo scalo viene utilizzato solo parzialmente e non riesce ad assorbire tutti i voli», afferma.
Per la Cisal, tra le ragioni ci sarebbero limiti operativi, una minore disponibilità di personale di terra e l’assenza di accordi stabili con le compagnie aeree.
Questo spingerebbe diversi vettori, secondo il sindacato, a preferire aeroporti più grandi come Palermo, dotati di una struttura logistica più ampia.
«Promesse disattese e pochi investimenti»
La Cisal punta il dito anche contro quella che definisce una carenza di investimenti strutturali.
«Il territorio ibleo lamenta promesse disattese a scapito del vero potenziale dello scalo», sostiene Lo Schiavo.
Il sindacato richiama inoltre le difficoltà nei collegamenti stradali e ferroviari, considerate uno dei principali ostacoli alla crescita dell’aeroporto.
Il nodo della privatizzazione Sac
La presa di posizione arriva mentre è in corso il percorso di privatizzazione di Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.
«Si punta alla privatizzazione per attrarre fondi, ma il futuro di Comiso resta incerto», afferma Lo Schiavo.
Secondo la Cisal, qualsiasi nuovo assetto societario dovrebbe quindi prevedere garanzie precise sul rilancio dello scalo ibleo, sugli investimenti e sul suo ruolo all’interno del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.
La richiesta della Cisal
Per il sindacato, Comiso non dovrebbe essere considerato soltanto come aeroporto di supporto durante le emergenze di Fontanarossa.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di renderlo maggiormente competitivo attraverso investimenti, potenziamento dei servizi, migliori collegamenti e accordi più solidi con i vettori.
«Senza interventi strutturali il rischio è che Comiso continui a restare marginale nonostante il suo potenziale», conclude Lo Schiavo.






