06 Agosto 2026
Falso carabiniere deruba un’anziana, due misure cautelari

Due uomini di 29 e 49 anni sono accusati di avere derubato un’anziana a Tremestieri Etneo con la truffa del falso carabiniere
Avrebbero derubato un’anziana nella propria abitazione utilizzando il collaudato stratagemma del “falso carabiniere”. Per due uomini di 29 e 49 anni sono state eseguite altrettante misure cautelari.
Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, è stato eseguito dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gravina di Catania, su disposizione della Procura distrettuale.
I due indagati, residenti rispettivamente a Misterbianco e Catania, sono accusati di furto pluriaggravato in abitazione.
La telefonata del falso maresciallo
L’indagine è iniziata dopo il furto commesso il 16 febbraio ai danni di un’anziana residente a Tremestieri Etneo.
Secondo la ricostruzione investigativa, un terzo soggetto, ancora in fase di identificazione, avrebbe contattato telefonicamente la donna presentandosi falsamente come maresciallo dei Carabinieri.
L’interlocutore avrebbe fatto credere alla vittima che fossero necessarie verifiche urgenti sui suoi oggetti preziosi nell’ambito di una presunta indagine relativa a un furto avvenuto in una gioielleria della zona.
I gioielli consegnati al presunto complice
Approfittando dello stato di forte agitazione dell’anziana, uno dei due indagati si sarebbe presentato presso la sua abitazione qualificandosi come un collega del falso maresciallo.
Dopo essersi fatto mostrare i gioielli, avrebbe atteso un momento di distrazione della donna per impossessarsene e allontanarsi rapidamente.
Ad attenderlo, secondo l’accusa, ci sarebbe stato il presunto complice a bordo di un’automobile.
Le indagini dei Carabinieri
I Carabinieri hanno analizzato gli elementi raccolti subito dopo il furto, le immagini dei sistemi di videosorveglianza e i risultati degli accertamenti tecnici.
Le successive attività investigative avrebbero permesso di identificare i due presunti responsabili e di ricostruirne i rispettivi ruoli.
Il giudice, condividendo il quadro indiziario presentato dalla Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 29enne residente a Misterbianco e gli arresti domiciliari per il 49enne residente a Catania.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del processo e per entrambi gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.






