05 Agosto 2026
Agente della Polizia Locale aggredito, Uil Fp: «Serve certezza della pena»

La Uil Fp di Catania condanna l’aggressione a un agente della Polizia Locale in viale Kennedy e chiede un confronto sulla sicurezza e pene più efficaci
CATANIA – La Uil Fp di Catania – con il segretario provinciale Mario Conti e il segretario aggiunto Alessandro Spina – esprime la più ferma condanna per il grave episodio di violenza verificatosi nella giornata di ieri in viale Kennedy a danno di un agente della polizia locale aggredito mentre svolgeva il proprio dovere a tutela della sicurezza cittadina.
L’agente, impegnato insieme ai colleghi in una attività di contrasto al fenomeno dei parcheggiatori abusivi, è stato allertato da alcuni cittadini circa la presenza di un uomo in evidente stato di alterazione che importunava i passanti. Invitato a smettere, l’uomo è prima scappato e poi – raggiunto – ha colpito l’agente con un masso al volto procurandogli una sospetta frattura all’orbita oculare. L’uomo è stato denunciato e sottoposto a TSO.
«All’agente coinvolto – dicono Conti e Spina – va la totale solidarietà, la vicinanza e l’augurio di una pronta e completa guarigione. L’aggressione a un operatore delle forze dell’ordine è un atto inaccettabile che ferisce l’intera comunità: chi indossa una divisa lavora ogni giorno per garantire il rispetto delle regole e la serenità dei cittadini. Nessuna forma di violenza o di prepotenza contro chi rappresenta lo Stato e la legalità può essere tollerata. Allo stesso tempo è opportuno prendersi carico dei soggetti fragili, come nel caso specifico, attraverso percorsi mirati per evitare che fatti spiacevoli possano essere reiterati».
Quando accaduto ieri non è un caso isolato: solo qualche giorno fa un altro agente è stato aggredito in via San Giuliano. Ecco perché la Uil Fp di Catania chiede subito un confronto con gli organi preposti ma soprattutto certezza delle pene: «spesso – concludono il segretario provinciale Mario Conti e il segretario aggiunto Alessandro Spina – dopo 24 ore questi soggetti sono in libertà e questo aumenta il sentimento di insicurezza e di preoccupazione dei cittadini. Non possiamo accettare ciò, anche per rispetto delle donne e degli uomini di tutte le forze dell’ordine che quotidianamente mettono a rischio la propria vita».






