04 Agosto 2026
Privatizzazione Sac, il Patto chiede risposte al Consiglio metropolitano

Il Patto per la Sicilia orientale sollecita il Consiglio metropolitano di Catania a chiedere chiarimenti sulla privatizzazione di Sac e sulla tutela dell’interesse pubblico
Per la prima volta il Consiglio Metropolitano di Catania discute formalmente la privatizzazione SAC. Due punti all’ordine del giorno pongono le stesse domande che il Patto ha trasmesso il 23 luglio a quindici destinatari istituzionali. Le risposte scadono il 22 agosto.
Il Patto per la Sicilia orientale prende atto della convocazione urgente del Consiglio Metropolitano di Catania per oggi 4 agosto 2026 alle ore 16:00, con all’ordine del giorno due punti che riguardano direttamente la procedura di privatizzazione della SAC S.p.A.
“È la prima volta che il Consiglio Metropolitano — ente che attraverso la Città Metropolitana di Catania detiene il 12,13% del capitale sociale di SAC — affronta formalmente in aula questa vicenda” — dichiara Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale. “Mentre il Consiglio Comunale di Catania ha discusso la privatizzazione in più occasioni producendo mandati vincolanti al Sindaco, il Consiglio Metropolitano è rimasto finora ai margini di un dibattito che lo riguarda direttamente come socio pubblico di rilievo. La seduta di oggi colma questa lacuna. Tardi — la seconda fase della procedura è già partita il 31 luglio con l’ammissione di dieci operatori internazionali. Ma non troppo tardi, se il Consiglio saprà produrre atti concreti invece di dichiarazioni.”
“Abbiamo fatto il nostro lavoro” — afferma Cannizzo. “Tre mesi di analisi, un Protocollo d’Intesa in tredici articoli, istanze di accesso agli atti fondate su obblighi di legge, una diffida formale, una petizione al Parlamento europeo. Tutto è agli atti. Tutto è pubblico. Adesso tocca al Consiglio Metropolitano fare il proprio — che è diverso e più importante del nostro. Noi siamo soggetti civici. Loro sono rappresentanti eletti di un socio pubblico che ha il diritto e il dovere di pretendere trasparenza nell’esercizio del mandato che i cittadini gli hanno conferito
“Tre mesi di lavoro analitico hanno prodotto domande precise”. “Non sono domande politiche. Sono obblighi di legge non ancora rispettati pubblicamente. Il Consiglio Metropolitano ha oggi la sede e la legittimità per pretendere le risposte che nessuna conferenza stampa ha ancora fornito.





