01 Agosto 2026

Musicista catanese, Davide la Rosa, trovato morto in hotel a Perugia

Musicista catanese, Davide la Rosa, trovato morto in hotel a Perugia

Il contrabbassista Davide La Rosa, originario di Catania, è stato trovato morto in un albergo di Perugia. Grave una collega: si indaga su una fuga di monossido

Si chiamava Davide La Rosa il musicista trovato senza vita nella camera di un albergo del centro storico di Perugia. Contrabbassista, originario di Catania e residente a Roma, aveva 54 anni secondo alcune fonti locali, mentre altre ne indicano 55.

Il musicista faceva parte dell’Orchestra delle Cento Città e avrebbe dovuto esibirsi alla Sala dei Notari nell’ambito del Music Fest Perugia. Non si è però presentato all’appuntamento insieme a una collega che alloggiava nella stessa stanza.

Grave una collega dell’orchestra

La donna, 56 anni, è stata soccorsa in condizioni molto gravi e trasferita in un centro specializzato di Ravenna per essere sottoposta a trattamento in camera iperbarica.

L’allarme è scattato quando gli altri componenti dell’orchestra, non riuscendo a mettersi in contatto con i due musicisti, hanno chiesto di verificare cosa fosse accaduto nella loro camera.



Per Davide La Rosa non c’è stato nulla da fare. La collega è stata invece affidata alle cure dei sanitari e successivamente trasferita.

L’ipotesi dell’intossicazione da monossido

Sull’accaduto indagano i Carabinieri, coordinati dalla Procura di Perugia, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

L’ipotesi al momento maggiormente considerata è quella di un incidente causato da una possibile intossicazione da monossido di carbonio. Gli accertamenti dovranno stabilire l’origine del gas e il modo in cui si sarebbe diffuso all’interno dell’edificio.

I Vigili del fuoco avrebbero rilevato la presenza di monossido su più piani dell’albergo. Gli ospiti sono stati evacuati, gli impianti a gas sono stati spenti in via precauzionale e la struttura è stata sottoposta a sequestro.

Verifiche su caldaia e climatizzazione

La stanza occupata dai due musicisti si troverebbe nelle vicinanze di un locale tecnico nel quale è presente la caldaia.

Tra le ipotesi ancora da verificare figura la possibilità che il monossido si sia sviluppato nell’area degli impianti e sia stato successivamente diffuso attraverso il sistema di climatizzazione. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione non ancora confermata dagli accertamenti tecnici.

I Vigili del fuoco dovranno effettuare prove sugli impianti dell’acqua calda e del condizionamento per individuare eventuali perdite e ricostruire il percorso seguito dal gas.

Nessun altro componente dell’orchestra avrebbe manifestato sintomi riconducibili a un’intossicazione.

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redazione

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