31 Luglio 2026
Pedara, Musumeci visita il bene confiscato di via Marconi

Nello Musumeci visita il bene confiscato di via Marconi a Pedara, sede delle Misericordie e di Ultreya: «Un modello da portare in giro per l’Italia»
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha visitato il bene confiscato di via Marconi 107, a Pedara, oggi trasformato in un centro dedicato alla legalità, al volontariato e alla partecipazione sociale.
La struttura ospita le sedi del Comitato provinciale delle Misericordie di Catania e dell’associazione Ultreya Pedara. Alla visita hanno partecipato il presidente del Comitato Alfredo Distefano, la presidente di Ultreya Annalisa Schillaci, il sindaco Alfio Cristaudo e diverse rappresentanze civili e militari del territorio.
Da bene confiscato a centro per la comunità
L’immobile rappresenta un presidio di legalità e un centro polifunzionale nel quale vengono svolte attività legate alla cultura, alla protezione civile, al volontariato e al Servizio civile universale.
«Il ministro Musumeci ci ha dato forza e coraggio per continuare le nostre attività e andare avanti nel percorso intrapreso», ha dichiarato Alfredo Distefano.
Annalisa Schillaci ha sottolineato l’impegno rivolto ai volontari e ai giovani del Servizio civile: «Abbiamo invitato un cittadino della nostra terra, oggi ministro, per mostrargli tutto quello che stiamo realizzando».
Musumeci: «Un’esperienza da prendere a esempio»
Il ministro ha espresso apprezzamento per le iniziative sviluppate all’interno della struttura e per la partecipazione della comunità.
«Vorrei che questa esperienza potesse essere emulata da altre realtà. Porterò ad esempio il vostro impegno, perché ho visto molti centri di volontariato, ma pochi così partecipati, sentiti e coinvolgenti», ha affermato Musumeci.
Un museo della legalità e una biblioteca
All’interno del bene confiscato è in fase di realizzazione un museo della legalità. È inoltre in corso l’allestimento di una biblioteca aperta alla cittadinanza.
Musumeci ha annunciato che contribuirà al nuovo spazio donando 50 volumi della propria biblioteca personale, destinati ad arricchirne gli scaffali.
La visita ha così evidenziato il percorso di riutilizzo sociale dell’immobile, restituito alla collettività e trasformato in un luogo di incontro, formazione e impegno civile.






