31 Luglio 2026

Etna, nuova colata lavica nella Valle del Leone

Etna, nuova colata lavica nella Valle del Leone

L’Ingv segnala una nuova attività effusiva dell’Etna nella Valle del Leone. Prosegue l’attività stromboliana alla Voragine con cenere verso Sud-Ovest

Nuova attività effusiva sull’Etna. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio etneo ha comunicato che, alle 18.49 UTC, è iniziata un’emissione lavica nell’alto settore della Valle del Leone, a circa 2.700 metri di quota.

Il fenomeno è stato rilevato direttamente dal personale dell’Ingv impegnato nelle osservazioni sul vulcano.

Attività stromboliana alla Voragine

Prosegue anche l’attività stromboliana dal cratere Voragine, con una colata lavica che si riversa all’interno del cratere di Nord-Est.

L’attività è accompagnata da un’emissione di cenere che viene dispersa dai venti in direzione Sud-Ovest. Una ricaduta di materiale vulcanico è stata segnalata nella zona di Monte Denza.

Tremore vulcanico su valori elevati

Dopo il precedente aggiornamento delle 10.20 UTC, l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su livelli alti, mostrando una progressiva tendenza all’aumento.



A partire dalle 17 UTC circa è stato registrato un rapido incremento, con il picco massimo raggiunto intorno alle 18. Attualmente il tremore permane su valori elevati.

La sorgente era stata localizzata inizialmente nell’area del cratere Voragine, a circa 3 mila metri sul livello del mare. Successivamente si è spostata nella zona compresa tra Voragine e Bocca Nuova.

In aumento anche l’attività infrasonica

L’attività infrasonica ha mostrato un incremento dalle 17.10 UTC. Il numero degli eventi ha raggiunto valori molto elevati intorno alle 18, per poi iniziare a diminuire.

Le sorgenti degli eventi infrasonici risultano localizzate al cratere Voragine.

Sul fronte delle deformazioni del suolo, la stazione dilatometrica DRUV ha registrato una decompressione di circa 180 nanostrain dall’inizio dell’attività.

La stazione clinometrica sommitale di Cratere del Piano ha invece rilevato una variazione di circa 2,5 microradianti.

L’Osservatorio etneo continua a seguire l’evoluzione dell’attività e ha annunciato ulteriori aggiornamenti in caso di variazioni significative.

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redazione

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