29 Luglio 2026

Pestaggio per un presunto debito, cinque arresti nel Ragusano

Pestaggio per un presunto debito, cinque arresti nel Ragusano

Cinque persone sono state arrestate dai Carabinieri per una presunta tentata estorsione culminata nel pestaggio di un pensionato a Donnalucata

Cinque persone sono finite in carcere perché ritenute coinvolte, a vario titolo come presunti mandanti ed esecutori materiali, in una tentata estorsione culminata nel violento pestaggio di un pensionato di 72 anni.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, è stata eseguita nelle prime ore della mattinata dai Carabinieri della Compagnia di Modica, al termine delle indagini coordinate dalla Procura iblea.



Agli indagati vengono contestati i reati di tentata estorsione aggravata e lesioni personali aggravate in concorso.

L’agguato a Donnalucata

I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 3 febbraio 2026, a Donnalucata, frazione marinara di Scicli.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il pensionato stava percorrendo via Salvador Allende a bordo della propria auto quando sarebbe stato affiancato e costretto a fermarsi da una Fiat Panda che gli aveva sbarrato la carreggiata.

Dall’utilitaria sarebbero scesi tre uomini che avrebbero circondato il 72enne, costringendolo a uscire dal veicolo e trascinandolo sull’asfalto.

La vittima sarebbe stata colpita con calci, pugni e schiaffi, riportando lesioni al volto e agli arti. Durante l’aggressione, gli uomini avrebbero inoltre rivolto minacce di morte al pensionato e ai suoi familiari, intimandogli di saldare un presunto debito che l’uomo avrebbe invece disconosciuto.

Decisive le telecamere

Le indagini sono state condotte dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Modica.

Incrociando le dichiarazioni della vittima, gli esiti delle attività tecniche e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri avrebbero individuato l’auto utilizzata durante l’agguato e ricostruito i movimenti dei presunti aggressori.

Gli elementi raccolti avrebbero consentito di identificare i tre uomini ritenuti gli esecutori materiali del pestaggio.

Il presunto credito da 24 mila euro

Gli accertamenti si sono poi concentrati sui presunti organizzatori della spedizione punitiva.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’aggressione sarebbe stata commissionata da due fratelli gemelli del posto per recuperare con la forza un presunto credito di 24 mila euro, collegato a precedenti prestiti concessi alla vittima e alla sua ex compagna.

Durante alcune perquisizioni eseguite nelle abitazioni dei due presunti mandanti, i militari avevano già rinvenuto oltre 48 mila euro in contanti custoditi in alcune casseforti.

Insieme al denaro erano stati sequestrati diversi assegni, alcuni dei quali firmati dalla vittima, considerati dagli investigatori elementi utili a ricostruire il precedente rapporto finanziario.

Nel corso dell’operazione che ha portato agli arresti, nell’abitazione di uno dei presunti mandanti sono stati trovati e sequestrati altri 6.500 euro in contanti.

I cinque indagati sono stati trasferiti in strutture penitenziarie e posti a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Le accuse si basano sugli elementi raccolti durante le indagini preliminari e dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

redazione

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