29 Luglio 2026
Crisi Pfizer, azienda chiusa al dialogo

Audizione all’Ars sulla crisi dello stabilimento Pfizer di Catania. Tomarchio: «Dall’azienda nessuna apertura, servono soluzioni immediate»
Si è svolta questa mattina alla III Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana l’audizione di azienda e sindacati sulla crisi dello stabilimento Pfizer di Catania, che mette a rischio oltre 300 posti di lavoro su un totale di 544 dipendenti. Un confronto che non ha portato alcun segnale positivo.
“Abbiamo ascoltato con attenzione le posizioni di tutte le parti – dichiara Salvo Tomarchio, deputato regionale di Forza Italia –. Purtroppo l’azienda ha confermato una chiusura alle richieste di rivedere la propria posizione, non offrendo alcuna prospettiva concreta per evitare gli esuberi o per il rilancio del sito. Una scelta che rende ancora più urgente e indispensabile che la vertenza prosegua sul piano nazionale, dopo l’apertura di un tavolo di crisi anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.
Tomarchio ricorda che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha già riconvocato le parti per il 24 settembre, ” ma il tempo stringe e servono risposte immediate perché non si arrivi tardi a trovare soluzioni. Ognuno di noi deve farsi parte attiva e proporre soluzioni concrete e realistiche. Così come anche chiesto dal Governo Schifani, crediamo che si debbano esplorare tutte le strade: la riconversione delle linee produttive su altri farmaci, la ricerca di nuovi investitori interessati a rilevare il sito, l’attivazione di un piano straordinario di ricollocazione per i lavoratori in esubero attraverso il coinvolgimento di altre aziende del comparto farmaceutico/chimico e la definizione di un percorso di ammortizzatori sociali che tuteli i lavoratori nel tempo necessario a individuare soluzioni alternative”.
“Non si può accettare che un presidio produttivo strategico per il territorio etneo e per l’intero Paese venga abbandonato senza un confronto serio e senza proposte alternative – conclude Tomarchio –. Continueremo a batterci affinché la vicenda resti al centro dell’agenda politica nazionale e regionale”.


