29 Luglio 2026

Crisi Edilzeta, tavolo in Prefettura e presidio dei lavoratori

Crisi Edilzeta, tavolo in Prefettura e presidio dei lavoratori

Convocato per il 31 luglio in Prefettura a Catania il tavolo sulla crisi Edilzeta. Oltre 300 lavoratori chiedono stipendi, contributi e garanzie occupazionali

Si terrà venerdì 31 luglio, alle 16.30, in Prefettura a Catania il tavolo istituzionale sulla vertenza del Gruppo Zaccaria–Edilzeta Spa, che coinvolge oltre 300 lavoratrici e lavoratori impegnati nei cantieri delle province di Catania, Ragusa e Palermo.

In concomitanza con l’incontro, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Catania hanno indetto un presidio davanti alla Prefettura per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati, la regolarizzazione delle posizioni contributive e garanzie sul futuro occupazionale.



Le organizzazioni sindacali esprimono apprezzamento per la tempestività con cui il prefetto ha accolto la richiesta di convocazione, sottolineando come la crisi abbia ormai assunto i contorni di una vera emergenza sociale e occupazionale.

Oltre 300 lavoratori senza stipendio

Secondo quanto denunciano i sindacati, gli impegni assunti dall’azienda non sarebbero stati rispettati e oltre 300 lavoratori si troverebbero senza stipendio da mesi.

Resterebbero inoltre irrisolte le questioni relative ai versamenti contributivi e alla continuità occupazionale.

La vertenza era già sfociata nella proclamazione dello stato di agitazione e nello sciopero del 17 luglio.

Il 20 luglio, durante un incontro all’Ance di Ragusa, era stato sottoscritto un verbale con il quale l’azienda si impegnava a versare entro il 24 luglio le retribuzioni arretrate di maggio e giugno 2026 e a regolarizzare i pagamenti dovuti alla Cassa Edile.

«Impegni rimasti disattesi»

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil sostengono che gli accordi non siano stati rispettati.

Le retribuzioni non sarebbero state corrisposte, mentre le posizioni contributive continuerebbero a non risultare regolarizzate.

Con la conclusione del mese di luglio, i lavoratori si avvierebbero così verso il terzo mese consecutivo senza stipendio.

Cantieri rallentati o sospesi

Alla crisi salariale si aggiungono le difficoltà operative nei cantieri.

Secondo i sindacati, numerosi lavori avrebbero subito rallentamenti o sospensioni, con possibili conseguenze sulla realizzazione di opere pubbliche considerate strategiche, tra cui scuole e infrastrutture viarie.

Dal tavolo convocato in Prefettura, le organizzazioni sindacali attendono risposte concrete sia sul pagamento delle somme arretrate sia sulla continuità delle attività e sulla tutela dei livelli occupazionali.

redazione

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