28 Luglio 2026
Mancini torna Ct, Pogliese: «No a chi si è svenduto»

Il senatore Salvo Pogliese critica il ritorno di Roberto Mancini alla guida della Nazionale: «Una scelta che lascia profondo disagio e premia l’opportunismo»
Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana provoca la dura reazione del senatore Salvo Pogliese, che affida ai social le proprie perplessità sulla scelta compiuta dalla Federazione.
Mancini è stato nuovamente nominato commissario tecnico dell’Italia, dopo avere già guidato gli Azzurri dal 2018 al 2023 e conquistato il titolo europeo nel 2021.
Pogliese non mette in discussione le capacità professionali dell’allenatore, ma concentra la propria critica sul valore simbolico dell’incarico e sulle modalità con le quali Mancini lasciò la Nazionale tre anni fa.
«Non nascondo la mia perplessità, anzi il mio profondo disagio, di fronte a questa notizia», scrive il senatore.
«La Nazionale è simbolo e appartenenza»
Pogliese riconosce a Mancini i risultati ottenuti durante la sua prima esperienza da commissario tecnico, dalla vittoria dell’Europeo al record di imbattibilità.
Per il parlamentare, però, la guida della Nazionale non può essere valutata esclusivamente sulla base delle competenze tecniche e dei risultati sportivi.
«La Nazionale non è solo tattica, moduli e risultati. È simbolo, appartenenza, è il tricolore cucito sul petto di chi la rappresenta dentro e fuori dal campo», afferma.
La sua critica riguarda soprattutto la decisione presa da Mancini nell’agosto del 2023, quando si dimise dall’incarico e, poco dopo, assunse la guida della nazionale dell’Arabia Saudita.
«Abbandonò la nave nel momento più difficile»
Secondo Pogliese, Mancini avrebbe lasciato la Nazionale durante una fase particolarmente delicata, segnata dalla necessità di ricostruire il movimento dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022.
«Non ha semplicemente lasciato un incarico: ha abbandonato la nave nel momento più difficile per inseguire i miliardi dell’Arabia Saudita e allenarne la nazionale», sostiene il senatore.
Pogliese riconosce la legittimità personale e professionale della scelta, ma ritiene che quel passaggio non possa essere cancellato al momento del ritorno sulla panchina azzurra.
«Chi ha scelto di vestire i colori di un’altra nazionale per denaro non può poi tornare a rivestire la maglia azzurra come se nulla fosse accaduto», scrive.
«Un pessimo segnale per i giovani»
Per il senatore, la decisione della Federazione pone soprattutto un problema di coerenza e di esempio nei confronti delle nuove generazioni.
«Ridare la panchina più importante del calcio italiano a chi l’ha tradita per convenienza economica è un pessimo segnale pedagogico», afferma Pogliese.
I giovani, secondo il parlamentare, dovrebbero riconoscere nella Nazionale un modello di dedizione e senso di appartenenza, non un incarico professionale da lasciare o riprendere secondo la convenienza del momento.
«Il calcio italiano merita rispetto, dignità e soprattutto memoria. La maglia azzurra si onora, non si svende al miglior offerente», conclude.
Pogliese richiama infine una caricatura di Maurizio Crozza, sostenendo che rappresenti i sentimenti di molti italiani contrari al ritorno di Mancini.






