28 Luglio 2026
Finanziere arrestato per una presunta tangente, revocato il carcere

Il Gip di Catania ha scarcerato il finanziere arrestato a giugno con l’accusa di avere intascato 4 mila euro da un commerciante. Disposti obbligo di soggiorno e di firma
Il giudice per le indagini preliminari di Catania ha revocato la custodia cautelare in carcere nei confronti del finanziere arrestato il 12 giugno con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità.
Il militare, 49 anni, era stato fermato in flagranza dai colleghi della Guardia di finanza. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ricevuto 4 mila euro da un commerciante di Acireale come parte di un pagamento finalizzato a ottenere un presunto intervento sulle cartelle esattoriali.
Il Gip Stefano Montoneri, ritenendo attenuate le esigenze cautelari, ha accolto l’istanza presentata dal difensore Francesco Messina e disposto la scarcerazione.
Al posto del carcere sono stati applicati l’obbligo di soggiorno e quello di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’inchiesta della Procura
Le indagini sono coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, guidata dal procuratore Francesco Curcio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso attività tecniche, pedinamenti e testimonianze, il caso della presunta consegna di denaro si inserirebbe in un quadro più ampio di possibili abusi delle funzioni esercitate dal militare.
L’accusa ipotizza che alcuni operatori economici di Adrano, Acireale e di altri centri dell’area pedemontana avrebbero ricevuto la prospettazione di interventi illeciti per evitare verifiche fiscali, ottenere controlli con esito favorevole o ridurre cartelle esattoriali, in cambio di denaro o altre utilità.
Il presunto falso incidente
Tra gli episodi contestati figura anche una liquidazione assicurativa di circa 6 mila euro ottenuta, secondo gli inquirenti, attraverso un incidente stradale ritenuto fittizio.
Il finanziere avrebbe inoltre indotto un commerciante a emettere fatture per riparazioni che non sarebbero mai state eseguite.
La revoca della custodia in carcere non modifica il quadro delle contestazioni, che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.





