26 Luglio 2026

Vigili del Fuoco di Catania, i sindacati: «Organico insufficiente»

Vigili del Fuoco di Catania, i sindacati: «Organico insufficiente»

CONAPO, FNS CISL e UILFP VVF denunciano la carenza di personale e mezzi al Comando dei Vigili del Fuoco di Catania, aggravata dall’emergenza incendi

Turni raddoppiati, continui richiami in servizio e un ricorso ormai sistematico al lavoro straordinario. I sindacati CONAPO, FNS CISL e UILFP VVF denunciano la grave situazione del personale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania, impegnato a fronteggiare l’ondata di calore e il susseguirsi degli incendi boschivi e di interfaccia.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’emergenza viene affrontata con un organico strutturalmente insufficiente, sottoposto a una pressione crescente per garantire il dispositivo di soccorso sul territorio etneo.



«Non si tratta più di una criticità occasionale, ma di una condizione cronica che si ripresenta ogni estate e durante ogni emergenza», affermano Antonino Contino, segretario provinciale CONAPO, Fabrizio Gualtieri, segretario generale FNS CISL, e Francesco Andò, segretario provinciale UILFP VVF.

A sostenere il sistema, sottolineano, sarebbe soprattutto il senso del dovere del personale, costretto però a lavorare con tempi di recupero psicofisico ritenuti insufficienti.

«Turni estenuanti aumentano i rischi»

I Vigili del Fuoco operano quotidianamente in scenari complessi e ad alto rischio, nei quali lucidità e prontezza rappresentano condizioni essenziali per la sicurezza degli operatori e dei cittadini.

Per i sindacati, l’allungamento dei turni e la riduzione dei tempi di riposo possono aumentare lo stress operativo e incidere sull’efficacia degli interventi.

La nota richiama anche la recente morte di un vigile del fuoco del Comando di Caltanissetta durante un’attività di soccorso.

«Nel rispetto del dolore per la perdita del collega, quella tragedia deve rappresentare un monito affinché la sicurezza dei soccorritori diventi finalmente una priorità concreta», affermano i rappresentanti sindacali.

Un territorio ad alto rischio

Il Comando di Catania opera in un territorio caratterizzato dalla presenza dell’Etna, da un elevato rischio di incendi, da una forte densità abitativa e da infrastrutture strategiche come aeroporto, porto e insediamenti industriali.

Nonostante la complessità del territorio, secondo CONAPO, FNS CISL e UILFP VVF, la pianta organica sarebbe inferiore a quella di altri Comandi appartenenti alla stessa fascia, come Palermo.

«Non chiediamo privilegi, ma criteri di equità, programmazione e risorse coerenti con le effettive necessità operative», dichiarano.

La proposta del rientro temporaneo

In attesa di una revisione definitiva della pianta organica, che richiederebbe tempi più lunghi, i sindacati chiedono al Dipartimento dei Vigili del Fuoco una misura straordinaria.

La proposta è autorizzare la riassegnazione temporanea al Comando di Catania del personale originario del territorio etneo che attualmente presta servizio in altre parti d’Italia.

Viene inoltre sollecitata la fornitura di mezzi adeguati, tra cui autopompe serbatoio e moduli antincendio boschivi.

«È una soluzione immediatamente praticabile che consentirebbe di alleggerire la pressione sui turni e garantire maggiore sicurezza ai lavoratori e ai cittadini», sostengono i sindacati.

L’appello alle istituzioni

CONAPO, FNS CISL e UILFP VVF rivolgono un appello al Prefetto di Catania, ai parlamentari nazionali e regionali, al presidente della Regione Siciliana e ai sindaci della provincia.

Le organizzazioni chiedono assunzioni, mezzi e interventi concreti, affinché gli attestati di vicinanza si traducano in provvedimenti operativi.

Tre le richieste principali: l’adeguamento della pianta organica ai parametri dei Comandi della stessa fascia, il rientro temporaneo del personale etneo oggi assegnato altrove e un sostegno istituzionale finalizzato al rafforzamento del dispositivo di soccorso.

«La sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente dalla tutela di chi ogni giorno garantisce il soccorso pubblico», concludono i sindacati. «Non servono altre ore di straordinario, ma un piano concreto di rafforzamento degli organici e delle risorse».

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redazione

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