26 Luglio 2026
Lo Schiavo (Cisal Catania): “Carceri in condizioni degradanti”

Giovanni Lo Schiavo segretario generale CISAL Catania denuncia sovraffollamento, carenza di personale e strutture obsolete nel sistema penitenziario italiano
Sovraffollamento, carenza di personale e strutture ormai inadeguate. La CISAL Catania torna a denunciare le condizioni del sistema penitenziario, ritenute lontane dai livelli minimi necessari per garantire dignità ai detenuti e sicurezza agli operatori.
A intervenire è Giovanni Lo Schiavo, che richiama l’attenzione sulla crisi delle carceri mentre, sul piano nazionale, prosegue un duro confronto istituzionale.
«Mentre assistiamo a uno scontro istituzionale di portata storica, il sovraffollamento e le condizioni degradanti del sistema carcerario violano i diritti umani fondamentali», afferma Lo Schiavo.
Secondo la CISAL, non si tratta di emergenze temporanee, ma di problemi strutturali che continuano a ripresentarsi senza trovare soluzioni definitive.
Il problema della capienza reale
Uno dei punti sollevati riguarda il metodo utilizzato per calcolare il sovraffollamento.
La capienza ufficiale degli istituti viene determinata sulla base dei posti regolamentari disponibili sulla carta. Il dato, però, secondo la nota sindacale, non terrebbe sempre conto delle sezioni chiuse per lavori, dei reparti inagibili e delle celle inutilizzabili.
La conseguenza sarebbe una distanza tra la capacità teorica delle strutture e i posti effettivamente disponibili.
Per la CISAL, questo renderebbe ancora più grave la situazione vissuta quotidianamente negli istituti penitenziari.
Carenza di agenti e turni estenuanti
Un’altra criticità riguarda gli organici della Polizia penitenziaria.
Il personale disponibile sarebbe insufficiente rispetto alle reali necessità dei singoli istituti, con agenti costretti a sostenere turni particolarmente pesanti e a lavorare in condizioni di forte stress fisico e psicologico.
La mancanza di personale, oltre a incidere sulle condizioni di lavoro, rischierebbe di compromettere la sicurezza interna, la gestione dei detenuti e le attività finalizzate al recupero e al reinserimento sociale.
Strutture vecchie e degradate
La nota richiama inoltre le condizioni dell’edilizia penitenziaria.
Molte carceri italiane sarebbero ospitate in edifici vecchi, deteriorati e non più adeguati a garantire condizioni di vita dignitose.
Secondo Lo Schiavo, strutture di questo tipo non favoriscono neppure l’attuazione di percorsi educativi e riabilitativi, che dovrebbero rappresentare una funzione centrale della pena.
Il richiamo del Comitato europeo
La CISAL cita anche il rapporto generale del Comitato europeo per la prevenzione della tortura, organo del Consiglio d’Europa.
Nel documento, secondo quanto riportato nella nota, viene raccomandato agli Stati nei quali il sovraffollamento è persistente di affrontare il problema con maggiore determinazione.
Tra le indicazioni viene richiamata la possibilità di fissare per ogni istituto un numero massimo di detenuti, da rispettare rigorosamente, evitando che la popolazione carceraria superi la capacità effettiva delle strutture.
Per la CISAL Catania, il sistema penitenziario necessita quindi di interventi urgenti sugli organici, sull’edilizia e sulla gestione degli ingressi, affinché vengano tutelati sia i diritti dei detenuti sia la sicurezza e la dignità professionale degli operatori.






