25 Luglio 2026
Ognina, confermato l’ordigno bellico: scatta l’ordinanza della Capitaneria

La Capitaneria di Porto di Catania ha emanato un’ordinanza dopo il ritrovamento di un ordigno bellico nelle acque di Ognina. Vietati ancoraggio e attività subacquee entro 150 metri dalla costa
Si aspetta conferma di intervento da parte del nucleo artificieri della Marina Militare
La Capitaneria di Porto di Catania ha emanato un’ordinanza urgente dopo il ritrovamento di un ordigno bellico nello specchio acqueo del lungomare di Ognina.
Il residuato è stato individuato davanti ai civici 15 e 17 di via Acque Casse, all’incrocio con via Nenni, nella zona della scogliera vicina al porticciolo.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza numero 73 del 2026, l’oggetto si trova a circa due metri dalla costa e a una profondità di circa un metro. Il punto è stato individuato alle coordinate 37° 31.891’ Nord e 15° 06.926’ Est.
La Capitaneria ha adottato il provvedimento in via precauzionale per tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza della navigazione.
Divieto entro 150 metri dalla costa
Con effetto immediato e fino alla conclusione delle operazioni di intervento e recupero, nello specchio acqueo interessato, per una distanza di 150 metri dalla costa, sono vietati l’utilizzo dell’ancora e lo svolgimento di qualsiasi attività subacquea.
L’ordinanza non dispone espressamente un generale divieto di balneazione, ma interdice le attività indicate nella zona circostante il ritrovamento.
Le operazioni sul presunto ordigno saranno eseguite dal personale specializzato del Nucleo Sdai della Marina Militare o da altri operatori abilitati.
Il provvedimento stabilisce inoltre che eventuali trasgressori saranno puniti secondo quanto previsto dalla legge.
La segnalazione del 25 luglio
L’ordinanza fa seguito alla segnalazione arrivata alla Capitaneria di Porto il 25 luglio.
Nelle ore precedenti la Federazione Armatori Siciliani aveva riferito del ritrovamento, effettuato da un cittadino durante un’immersione in apnea, sollecitando la messa in sicurezza dell’area e una verifica approfondita dei fondali di Ognina.
Il provvedimento della Guardia Costiera conferma quindi ufficialmente il rinvenimento del residuato e individua l’area nella quale dovranno essere rispettate le misure precauzionali fino al completamento delle operazioni specialistiche.






