24 Luglio 2026
Privatizzazione SAC, una petizione arriva al Parlamento europeo

Presentata alla Commissione PETI del Parlamento europeo una petizione sulla cessione ai privati della maggioranza di SAC, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso
La procedura per la cessione ai privati della partecipazione di maggioranza di SAC arriva all’attenzione del Parlamento europeo.
È stata formalmente presentata alla Commissione per le petizioni, la PETI, un’istanza promossa da Socialdemocrazia SD insieme al Partito Socialista Italiano, Socialismo XXI, Partito Liberaldemocratico e CISAL Catania.
SAC è la società che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso “Pio La Torre”. Secondo i promotori, il trasferimento del controllo societario richiede una verifica indipendente per le possibili conseguenze sull’interesse pubblico, sugli investimenti, sulle tariffe e sulla qualità dei servizi destinati ai cittadini.
Alla petizione è stato allegato l’esposto-segnalazione già trasmesso alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia e alle Procure della Repubblica di Palermo, Catania e Ragusa.
L’obiettivo dichiarato è consentire alla Commissione europea di esaminare la documentazione e valutare gli eventuali profili di propria competenza.
Le richieste contenute nella petizione
I firmatari chiedono di verificare quali garanzie siano state previste per evitare che il costo dell’acquisizione possa essere trasferito, direttamente o indirettamente, sulla società di gestione, sui diritti aeroportuali, sulle compagnie aeree e infine sui passeggeri.
Tra le questioni poste figurano anche la tutela del patrimonio di SAC, gli investimenti necessari per gli scali di Catania e Comiso e il mantenimento della capacità pubblica di indirizzo.
La privatizzazione, sostengono i promotori, si inserisce in un contesto caratterizzato dalla saturazione dell’aeroporto di Catania, dal sottoutilizzo dello scalo di Comiso e dalla necessità di interventi infrastrutturali.
Vengono richiamate anche le criticità relative alla qualità dei servizi, alla continuità operativa e alla gestione delle emergenze.
La Commissione PETI viene invitata a esaminare la procedura alla luce delle norme europee in materia di concorrenza, aiuti di Stato, trasparenza tariffaria, accesso non discriminatorio alle infrastrutture aeroportuali, sicurezza dei trasporti e tutela dei consumatori.
Un ulteriore aspetto riguarda il diritto alla mobilità dei residenti nelle regioni insulari.
Investimenti e sostegni pubblici
La petizione chiede inoltre di verificare la coerenza tra gli investimenti previsti dal Contratto di programma ENAC-SAC 2024-2027, quelli effettivamente realizzati e gli impegni che dovrebbero accompagnare il trasferimento del controllo societario.
Tra le questioni sollevate figurano anche l’eventuale presenza di contributi pubblici, incentivi, accordi di co-marketing o altre misure di sostegno al traffico aereo.
I promotori chiedono trasparenza anche sulle condizioni economiche e operative applicate ai diversi vettori negli aeroporti di Catania e Comiso.
«La questione fondamentale è comprendere perché il controllo di una società pubblica, titolare della gestione di infrastrutture decisive per la mobilità e lo sviluppo della Sicilia, debba essere trasferito ai privati», dichiara Vicky Amendolia, vicesegretario nazionale vicario di Socialdemocrazia SD.
Secondo Amendolia, non si tratterebbe della vendita di una partecipazione ordinaria, ma di una scelta destinata a incidere per molti anni sul futuro del sistema aeroportuale siciliano.
«L’apertura al capitale privato non può tradursi nella perdita della capacità pubblica di indirizzo, né consentire che il costo dell’operazione venga scaricato sulla società, sui vettori e sui passeggeri», aggiunge.
«La mobilità non è una variabile finanziaria»
Claudio Melchiorre sottolinea come la petizione trasferisca nelle sedi europee gli stessi interrogativi già contenuti nell’esposto inviato alle autorità italiane.
«Chiediamo che venga verificata la conformità dell’operazione ai principi europei di trasparenza, concorrenza e tutela dei cittadini», afferma.
Tra i soggetti dai quali vengono richieste informazioni figurano le autorità italiane competenti, la Regione Siciliana, ENAC, l’Autorità di regolazione dei trasporti e la stessa SAC.
«Il Parlamento europeo non viene chiamato a sostituirsi alle autorità giudiziarie italiane, ma a valutare le ricadute europee di una privatizzazione che coinvolge infrastrutture essenziali per una regione insulare», precisa Melchiorre.
«La mobilità dei siciliani non può essere trattata come una variabile finanziaria e il futuro di due aeroporti strategici non può essere deciso senza un controllo pieno, trasparente e indipendente».
La petizione è stata sottoscritta da Vicky Amendolia, Claudio Melchiorre e Giovanni Candido per Socialdemocrazia SD; Antonino Oddo, Roberto Polizzi e Dario Francesco Paolo Aloisi per il PSI; Anna La Mattina per Socialismo XXI; David Bonaventura per il Partito Liberaldemocratico e Giovanni Lo Schiavo per la CISAL Catania.
Con la presentazione alla Commissione PETI, la cessione della maggioranza di SAC viene quindi portata dal livello regionale e nazionale a quello europeo.
I promotori chiedono che la procedura venga valutata non soltanto sotto il profilo societario, ma anche per le sue possibili conseguenze sulla mobilità, sulla coesione territoriale, sulla concorrenza e sulla tutela dell’interesse pubblico.






