24 Luglio 2026
Lavoro nero e illeciti fiscali, raffica di controlli a Palermo

Controlli della Guardia di Finanza a Palermo e provincia: scoperti 149 lavoratori in nero, 232 violazioni fiscali e tre furti di energia elettrica
Lavoro nero, attività abusive, irregolarità fiscali e furti di energia elettrica. È il bilancio dei controlli intensificati dalla Guardia di Finanza nei luoghi della movida palermitana, nelle aree a maggiore afflusso turistico e in diversi Comuni della provincia.
L’attività è stata avviata con l’approssimarsi dell’estate e ha riguardato soprattutto esercizi commerciali operanti nel centro storico, nei pressi delle principali arterie della movida e durante grandi eventi.
Il 2° Nucleo Operativo Metropolitano ha individuato 26 attività commerciali che impiegavano complessivamente 85 lavoratori senza regolare contratto e, quindi, privi delle tutele previste dalla legge.
Sul fronte fiscale sono stati elevati 232 verbali per irregolarità nella tenuta dei registratori di cassa e nell’emissione dei documenti fiscali.
Tra le violazioni contestate figurano 51 casi di mancata installazione dei misuratori fiscali. Sono state inoltre avanzate 35 richieste per l’apertura d’ufficio di nuove partite Iva.
Secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle, molti dei soggetti controllati avrebbero operato abusivamente nelle zone della movida o in occasione di manifestazioni particolarmente partecipate, come il concerto del 29 giugno e il Festino di Santa Rosalia, creando una concorrenza irregolare nei confronti degli esercenti che rispettano le regole.
In tre casi, grazie alla collaborazione con il personale di e-distribuzione, sono stati accertati anche presunti furti di energia elettrica per un valore complessivo superiore a 150 mila euro.
I controlli in provincia
Le verifiche sono state estese anche ai territori di Terrasini, Cinisi, Capaci, Isola delle Femmine, Partinico e Borgetto.
Gli interventi hanno interessato attività di ristorazione, officine meccaniche, supermercati, cinema, imprese edili e discoteche.
Nel corso dei controlli sono stati identificati centinaia di lavoratori. Sessantaquattro di loro sono risultati impiegati in nero.
Secondo il bilancio della Guardia di Finanza, in oltre la metà dei casi la manodopera presente al momento dell’ispezione non disponeva di un regolare contratto di lavoro.
Tra i dipendenti irregolari, cinque sono risultati percettori dell’Assegno di inclusione.
Per dieci datori di lavoro è stata inviata la prevista comunicazione all’Ispettorato del Lavoro per l’eventuale sospensione delle attività, poiché la percentuale di lavoratori non regolarizzati superava il 10% del personale complessivamente impiegato.
Le sanzioni previste per ciascun datore di lavoro vanno da 2.500 a 5 mila euro.
In alcune circostanze è stato inoltre accertato il pagamento in contanti delle prestazioni lavorative rese dai dipendenti in nero. Le relative sanzioni ammontano complessivamente a quasi 220 mila euro.
Sommando i dati del capoluogo e della provincia, i lavoratori non regolarizzati individuati sono complessivamente 149.
L’attività, sottolinea la Guardia di Finanza, è finalizzata a tutelare i lavoratori, contrastare le forme di sfruttamento e garantire condizioni di concorrenza leale agli operatori economici che rispettano la normativa.






